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L'Incarico

The Assignment - 1h 55'



Uno spietato terrorista ed un ufficiale della marina americana, un uomo crudele, senza scrupoli, assetato di sangue, ed un tenero padre di famiglia, rispettoso dei valori umani e della disciplina militare. Due figure agli antipodi, Carlos Sanchez, detto "lo sciacallo", e Annibal Ramirez, due uomini diametralmente opposti accomunati dalla stessa faccia, due sosia, uguali come due gocce d'acqua, due pedine contrapposte nello scacchiere mondiale, fra attentati, stragi, servizi segreti e controspionaggio. Un personaggio realmente esistito quello di Carlos, capace di terrorizzare mezzo mondo per decenni prima di venire imprigionato, ma della sua vera storia si sa ben poco, ed ancora meno delle operazioni che hanno portato alla sua cattura. Quanto del vero Carlos e delle attività congiunte di CIA e Mossad possa esserci ne L'Incarico è pertanto impossibile scoprirlo, anche se entrambi gli sceneggiatori, Dan Gordon e Sabi H. Shabtai, facevano parte, all'epoca, dell'esercito israeliano, ma, diciamolo pure, non è certo la fedeltà storica che possa interessare in questo genere di film. Diretto da Christian Duguay, il regista di Screamers, ed interpretato da un bravo Aidan Quinn e da due mostri sacri quali Donald Sutherland e Ben Kingsley, L'Incarico è un discreto thriller di spionaggio con, nonostante l'impiego di tutti i più moderni ritrovati visivi, un'innegabile impronta vecchio stampo.

Tutto ha inizio quando, dopo un breve excursus nel passato di Carlos alla scoperta delle radici del rapporto che lo lega all'agente della CIA Jack Shaw (un sempre perfetto Sutherland), un uomo sbeffeggiato, soffocato dai rimorsi e dal risentimento, i servizi segreti israeliani arrestano Annibal Ramirez, interrogandolo brutalmente, dopo averlo scambiato per Carlos. Fattosi riconoscere e ritornato in America, indignato ed intenzionato a non dimenticare quanto accaduto, Annibal si ritrova ben presto coinvolto in un qualcosa che non avrebbe mai potuto nemmeno immaginare. Contattato da Jack Shaw e costretto dai suoi superiori a seguirne le direttive, Annibal deve lasciare la casa, la moglie, i figli, e, incontrato Amos (Ben Kingsley), il referente israeliano di Shaw, iniziare un duro periodo di addestramento fra i ghiacci del Canada, per imparare a vivere, pensare, guardare, odiare come Carlos, per poi, una volta pronto, tornare in Medio Oriente ed entrare in azione, con un solo obiettivo: eliminare il più pericoloso dei terroristi.

Non è comunque il lato spettacolare a voler risaltare, non le operazioni terroristiche o la caccia senza tregua a Carlos, ma piuttosto la psicologia di Annibal, i suoi tormenti interiori, le sue paure. I tormenti di un uomo che deve rinnegare sè stesso, rimuovere il proprio io, dimenticare i suoi cari, per immergersi totalmente in una personalità a lui aliena, diventare un altro, il nemico da sopraffare, con le inevitabili difficoltà a mantenere un proprio equilibrio e ritrovare in sè ciò che era.
Le cadute di tono sono di certo numerose, arrivando in certi momemti a sfiorare il ridicolo, come quando, per completare la preparazione alla missione decisiva, il povero Annibal, con la morte nel cuore ed il pensiero rivolto all'amata moglie, deve imparare da una amante "pentita" di Carlos il modo in cui lo sciacallo ama, ma quel che maggiormente danneggia L'Incarico è l'inevitabile accostamento a Face Off. Anche qui lo scontro è fra il buono - ingenuo, educato, dedito alla famiglia - ed il cattivo - freddo, amorale e, inevitabilmente, amante appassionato -, fra il rappresentante della giustizia e l'inafferrabile terrorista; anche qui è un volto ad accomunare i due antagonisti, e che si tratti di sosia o di chirurgia plastica poco importa. Ma quel che è certo è che qui tutto è prevedibile e convenzionale, ed il confronto si rivela impietoso.

© 1997 reVision, Carlo Cimmino



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