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Harry, Un Amico Vero

Harry, Un Ami Qui Vous Veut Du Bien - 1h 57'

Regia: Dominik Moll



Viaggio verso la casa di campagna. Un'auto senza aria condizionata, cigolante, una calura che accresce il malcontento di una famiglia. Inizio claustrofobico e irritante, potenziato da primi piani impietosi sui personaggi, in particolare Michel (Laurent Lucas) e Claire (Mathilde Seigner), coppia sposata con tre figlie piccole, figlie smaniose, capricciose. Capita d'incontrare un vecchio compagno di liceo. Capita di non riconoscerlo, non solo, di non ricordare particolari che ti riguardano e che l'amico ricorda perfettamente. Harry (Sergi Lopez), l'amico in questione, viaggia con la sua fidanzata. E' ricco, è invadente e generoso. L'auto, come comfort moderno, diviene anche simbolo di benessere psicologico. La vita, resa difficile dalle responsabilità, può essere alleggerita dal superamento di problemi facilmente risolvibili. E' ciò che afferma Harry quando compra all'amico un'auto nuova. I numerosi viaggi, i delitti, sono legati alle automobili, presenza costante.

Dominik Moll dà inizio ad una commedia, che si trasforma in noir, che a sua volta diviene thriller. Opera un processo d'affezione rispetto a Harry, pur rendendoci inquieti circa le sue intenzioni. La nostra domanda è quella di Michel, mai dichiarata. Che cosa vuole Harry? Harry ha la presunzione di sapere di cosa ha bisogno il suo idolo d'adolescente. Riconquistare la propria libertà, ricominciare a scrivere come quando pubblicava le sue "opere letterarie", per esempio il suo romanzo di fantascienza Le scimmie volanti, sul giornale della scuola. Ma quello che appare a tutti come presunzione, appunto, è un bisogno reale, anzi che diviene reale. Ad uno ad uno, Harry elimina fisicamente coloro che ritiene un ostacolo per l'amico, cominciando dalle figure più ingombranti: i genitori. E Michel? E' un uomo paziente, sempre disponibile, che ha abbracciato la teoria del quieto vivere a tal punto da dimenticare se stesso e le sue esigenze, tralasciando il suo evidente disagio esistenziale, occultando il difficile rapporto con una madre opprimente e con un padre apparentemente comprensivo (da notare la metafora costituita dai denti malmessi, pur essendo figlio di un dentista). L'ambiguità del rapporto tra i due si costruisce, quindi, su un desiderio inconscio di Michel: fare in modo che Harry si sporchi le mani per aiutarlo. Qui si spiega l'accettazione della presenza di un uomo che Michel consciamente rifiuta, ma al contempo non riesce ad allontanare definitivamente.

Alla morte dei genitori segue un primo accecante schermo bianco (dettaglio del cielo estivo). E' l'inizio di un primo mutamento per Michel - e ovviamente per la narrazione -, si direbbe una sorta di scandalosa approvazione del duplice delitto.
Le notti. Caratterizzate, oltre che da un chiaroscuro e da uno scendere e salire scale da noir classico (con musica da suspence) e dagli incontri tra i due - in cui Harry attua il suo rito post orgasmo bevendo un uovo crudo -, divengono anche l'unico momento di solitudine di Michel: chiuso in bagno (fucsia, regalo dei genitori) ricomincia a scrivere. Di nuovo schermo bianco (dettaglio della lampada del bagno) a precedere un secondo processo di cambiamento. L'influenza di Harry sembra effettivamente guidare Michel. L'eccessivo interessamento di Harry nei confronti dell'amico diviene un'ossessione maniacale, tanto da comprendere il motivo per cui ritiene il romanzetto giovanile di Michel un cult. Le scimmie volanti sono cavie di uno scienziato che intende dirigere le menti degli uomini mediante un meccanismo con elica, ed Harry vuole trasformare Michel in un personale giocattolo umano. Ne è un presagio l'incubo di Michel la notte successiva l'assassinio dei genitori (nello studio medico del padre entra improvvisamente una scimmia volante). Il "generoso" Harry continua ad uccidere fino a proporre, convinto ormai di controllare l'amico, di eliminare tutta la famiglia. Il nuovo giorno è contrassegnato da un altro schermo bianco, più tenue, quello dell'alba. Claire appare sulle scale. La vacanza finisce. Contrapposizione della scena di apertura: nella nuova auto non si sentono cigolii, l'aria condizionata concilia il sonno di moglie e figli, Michel sorride conscio di essersi riappropriato della propria vita ed ha iniziato a scrivere un nuovo romanzo, Le uova. L'auto sembra volare mentre il leitmotiv musicale che accompagnava Harry, Ramona, chiude il film.

Harry, Un Amico Vero poggia la sua fortuna sullo spiazzamento, sulla raffinatezza dell'indagine psicologica, sul tentativo, peraltro alquanto riuscito, di ridicolizzare passaggi narrativi tragici (la morte di Harry è accompagnata da un "mi siento mal", almeno secondo la traduzione italiana), sulla bravura degli attori. A tal proposito, ricordiamo almeno Sergi Lopez, il quale fa di Harry un personaggio ambiguo, un candido assassino con pochi ma sostanziosi tratti psicologici devianti (l'urlo nell'auto in corsa, successivamente accelerata tanto da sovrimporne i frame, è agghiacciante), un seminatore di dubbi (ha ucciso anche il proprio padre?) con il pallino della misoginia spinta fino al totale egoismo da raggiungere a qualsiasi costo.

© 2001 reVision, Emanuela Liverani