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Grace Of My HeartLa Grazia Nel Cuore - 2h 03' Presentato fuori concorso all'ultima Mostra di Venezia, Grace of my heart è il migliore esempio di come anche una major americana possa produrre un film fresco e solare. Allison Anders, di cui al Festival di Cannes 1993 si era già visto Mi vida loca, sviluppando un'idea che aveva avuto fin dai tempi in cui frequentava la scuola di cinematografia, ci accompagna attraverso il viaggio nella musica di una giovane cantautrice, sia come donna che come artista, fra vari amori e mille ostacoli, fra dolori e sofferenze.
E' la storia di Edna Buxton (Illeana Douglas), ragazza di Filadelfia che nel 1958, vinta una gara canora, si trasferisce a New York per sfondare. Ma in una scena musicale dominata da artisti maschili non le si apre nessuna porta. Incontra un produttore, Joel Millner (John Turturro), che la trasforma in Denise Waverly e la lancia come autrice di canzoni di successo nel periodo dell'esplosione del doo wap. Fino ad approdare alla fine degli anni sessanta a Malibu con Denise al fianco di Jay Phillips (Matt Dillon), star della surf music e produttore di quello che finalmente sarà il suo disco da cantante. La Anders ha voluto ricreare il mondo del Brill Building, il leggendario palazzo newyorchese dove, fra il 1958 ed il 1970, giovani artisti che sarebbero diventati delle leggende viventi, da Phil Spector alle Ronettes, sfornarono centinaia di dischi di successo lavorando in una particolarissima atmosfera fatta di piccole stanze ognuna col suo pianoforte verticale. E' qui che Denise incontra Joel Millner, è qui che nasceranno le sue collaborazioni con altri compositori come Howard Caszatt (Eric Stolz), poi suo marito, e Cheryl Steed (Patsy Kensit). Il cast artistico è perfetto sia nei personaggi principali che in quelli secondari. Accanto ad un quasi irriconoscibile John Turturro ed a Illeana Douglas, diventata nota ai più con Cape fear di Martin Scorsese, qui produttore esecutivo, e Da morire di Gus Van Sant, tutti gli interpreti sono bravissimi, da un Matt Dillon schiavo degli allucinogeni ad Eric Stoltz (era il protagonista di Killing Zoe), da Bruce Davison a Patsy Kensit. Ed il cast tecnico non è da meno: dal francese Jean-Yves Escoffier, già direttore della fotografia di Leos Carax, al canadese Francois Seguin, scenografo di Denys Arcand, fino a Thelma Shoonmaker, montatrice prediletta di Martin Scorsese con varie nomination all'Oscar. E chiaramente fondamentale è la musica. Larry Klein, artista e produttore fra i più prolifici d'America, è riuscito a riunire musicisti e compositori del passato con musicisti e compositori contemporanei. Il risultato è una bellissima colonna sonora originale ma con un suono che appare incredibilmente datato, con canzoni che, ora come allora, sono state scritte in pochissimo tempo ed utilizzando per le registrazioni uno studio che era stato usato per innumerevoli successi degli anni cinquanta e sessanta. Fra tutti spicca il brano scritto ed interpretato da Burt Bacharach e Elvis Costello: God give me strength. © 1996 reVision, Carlo Cimmino |
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