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Good Night, and Good Luck

1h 33'

Regia: George Clooney

"Mi rifiuto. Basta così! Basta! Qualcuno deve pur dirgli di no a quelli.
Bisogna che qualcuno gli dica...gli dica di no...Che si metta contro di loro.
"Mettersi contro il governo?..."
Annuì. "Si. Mettersi contro il marciume"
(Albert Maltz, The Cross and the Arrow)


Più di qualcuno si oppose al maccartismo, a rischio non solo della propria incolumità, ma anche dell'impossibilità di vivere, lavorare, esistere sul suolo statunitense. Celebri e meno celebri, come lo sceneggiatore John Howad Lawson coraggiosamente oppostosi alla Commissione per le Attività Antiamericane per primo in udienza tra i lavoratori del cinema. Nella dichiarazione che egli non poté leggere di fronte alla Commissione, dove le sue parole erano coperte da ogni genere di rumore e dalla reiterazione della classica domanda "E' o é mai stato...", egli affermava: "Mi si copre di fango perché il caso vuole che sia un americano che esprime opinioni sgradite alla commissione parlamentare per le attività antiamericane (...) La logica di questo organismo sembra ovviamente funzionare in questo modo: le opinioni di Lawson sono giustamente sottoposte a censura; egli scrive per l'industria cinematografica che a sua volta realizza film per il popolo americano; ne consegue quindi che la mente del popolo americano deve essere censurata e controllata." (da Inquisizione a Hollywood di L. Ceplair e S. Englund, Editori Riuniti).

Oggi una delle maggiori star del cinema statunitense realizza un film su quel drammatico periodo storico, lo fa da attore, regista e sceneggiatore (a quattro mani con Grant Heslov e a due anni dall'ottimo Confessioni di una Mente Pericolosa) raccontando la reale vicenda del giornalista e anchorman Edward R. Murrow anch'esso oppostosi a McCarthy dagli schermi televisivi. Il tempo è passato, quelle ferite non si sono rimarginate del tutto, eppure ciò che Clooney vuole intendere, dichiarandolo pubblicamente, con Good Night, and Good Luck è parlare del presente, dell'attuale paura che sconvolge gli USA, il terrorismo in sostituzione del comunismo.

1953. Edward R. Murrow, già corrispondete dalla Gran Bretagna durante la Seconda Guerra Mondiale e dalla guerra in Corea, traspose alla CBS un programma celebre alla radio, Here It Now, in See It Now, una striscia in cui insieme a Fred Friedly affrontava i temi di attualità. Il braccio di ferro con McCarthy inizia dall'inchiesta realizzata sulla vicenda di Milo Radulovich espulso dalla AIR Force a causa delle simpatie comuniste da parte di alcuni membri della famiglia. L'attacco di Murrow all'attività antidemocratica del senatore non si placa di fronte alle pur numerose minacce di morte. Il programma chiude i battenti, il senatore McCarthy è a sua volta inquisito, Murrow nel 1961 diviene capo della United States Information Agency per l'amministrazione Kennedy.
Good Night, and Good Luck prende in esame il caso Murrow-Mc Carthy senza valore aggiunto con la tipica secchezza che prevede la scelta di andare dritto al punto privilegiando la storia, la cronaca delle vicende. Rifiutando persino di ricreare la figura di McCarthy evitando in tal modo qualsiasi passaggio interpretativo, Clooney mette da parte il privato dei personaggi per arrivare ad una narrazione essenziale, gira in bianco e nero per non suscitare distacco con i documenti d'epoca così essenziali in un film in cui le immagini ricreate dialogano con l'autenticità di quelle di ieri, privilegia i primi piani ritmati da dialoghi vivaci, incornicia la storia - un lungo flashback - con un celebre discorso pronunciato dal protagonista.
Il cinema degli States è abituato a raccontare l'impegno, a denunciare fatti e misfatti autoctoni senza farlo mai in modo troppo scoperto per non incorrere in sanzioni o censure di sorta. Furono proprio gli sceneggiatori e i registi più impegnati degli anni dal sonoro alla seconda guerra mondiale a sperimentare tale metodo, e nemmeno quando il maccartismo costrinse al mutismo, al divieto di esprimere liberamente le idee, rinunciarono, coloro che poterono, a inserirsi tra le maglie della censura magari grazie a un prestanome, persino vincendo premi Oscar. Clooney non da meno di altri suoi colleghi, racconta una storia del passato per parlare a gran voce del presente, e per una star hollywoodiana di quelle che all'occorrenza si vestono anche di lustrini non è cosa da poco.

© 2005 reVision, Emanuela Liverani