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Go Now

1h 24'



Tratto da un soggetto di Paul Henry Powell, scrittore britannico sofferente di sclerosi multipla, e sceneggiato dallo stesso insieme a Jimmy McGovern, Go Now di Michael Winterbottom, il regista di Butterfly Kiss e Jude, presentato fuori concorso alla 53° Mostra del Cinema di Venezia, è un film profondo e divertente al tempo stesso che, pur essendo tipicamente inglese, con i suoi operai, i suoi pub ed i fiumi di birra, riesce ad esprimere al meglio la propria originalità.

Bristol, anni '90. Nick (Robert Carlyle) fa lo stuccatore e, così come il suo amico e collega Tony, passa il tempo libero fra il campo di calcio e le serate al pub. Un sabato sera incontrano due ragazze, Karen (Juliet Aubrey) e Paula, e le cose cominciano a cambiare. Nick e Karen scoprono infatti di essersi innamorati e, dopo qualche tempo, decidono di andare a vivere insieme.
Nick, però, inizia ad avere problemi di salute (intorpidimento, visione doppia) e, dopo un incidente, viene sottoposto a numerosi test. I sintomi sono quelli della sclerosi multipla ed il verdetto dei medici si rivela ben presto incontestabile.

Le condizioni di Nick peggiorano rapidamente e lo obbligano ad una vita ben diversa da quella che era abituato a condurre. Lontano dal lavoro e dagli amici, si vede come un peso per la stessa Karen e cerca in tutti i modi di allontanarla da sè. Ma Karen ha bisogno di Nick tanto quanto lui ha bisogno di lei. Decidono allora di combattere la malattia insieme e, sulle note della canzone che dà il titolo al film, iniziano felici ad affrontare la loro nuova vita.

Bellissimo film d'amore, Go Now non è un film sulla malattia, ma sulle conseguenze della stessa nei rapporti di una coppia di innamorati: la gelosia di Nick, le crescenti insicurezze, la convinzione che la persona che gli sta accanto lo faccia ormai solo per pietà, per non ferirlo ancora di più. Ed allora i cambiamenti di umore, la chiusura in sè stesso ed il tentativo di tagliare i ponti con chi cerca costantemente di aiutarlo.

Michael Winterbottom continua a confermarsi come uno dei migliori giovani registi in circolazione, aiutato, in questo caso, da una perfetta coppia di protagonisti. Robert Carlyle (da poco visto in Trainspotting e Carla's Song) è ormai uno dei volti più interessanti del nuovo cinema d'oltremanica, mentre Juliet Aubrey, qui al suo debutto sul grande schermo, è una piacevole rivelazione.

Piccolo cameo per Tricky che, oltre ad essere presente nella colonna sonora, da solista e con i Massive Attack, appare brevemente nella prima parte del film. E' lui il ragazzo di colore che, infastidendo Karen, provoca l'immediata reazione di Nick... e le visibili conseguenze.

© 1997 reVision, Carlo Cimmino