Copertina | Cinema | Home Video | Colonne Sonore | L'Archivio | CineLinks | Scriveteci



Go For Gold

1h 40'



Di fronte a questo film di Lucian Segura non si può non rimanere entusiasti o almeno colpiti. E' una grande opera di indubbio valore e sorprendentemente matura per essere la sua opera prima. Il film è prodotto da Wim Wenders di cui Segura è stato assistente nella parte girata da Wenders in Al Di Là Delle Nuvole. Ha girato documentari e video clip musicali e si vede.
Lo stile è rapido, movimentato, la macchina da presa segue i movimenti, anche nei momenti più impensabili, ma sa cogliere anche le pause, i silenzi, e cattura portandoci in mezzo a una storia frenetica, insensata, ma piena di realtà. E' una realtà, quella di Segura, che con varie sfumature sta emergendo in diverse opere prime e non di suoi colleghi cineasti sparsi per l'Europa: le contraddizioni stridenti, i muri invisibili tra gli uomini, tra classi e categorie di uomini, oggi ancora, e forse più che mai, nella fortezza "Europa". Ecco, il dato di Go For Gold può essere questo. La vita e le disperate avventure del protagonista Jeff Gold e del suo amico e "road manager" Mouma li porta dalla Russia, attraverso la Germania fino alla splendida località turistica di Benidorm in Spagna. I due sono al centro di situazioni limite, contro la legge, con la quale avranno non pochi problemi. Tentando di sopravvivere, giorno per giorno, incontrano non poche persone come loro, zingari d'ogni luogo. In Spagna conoscono una coppia di danzatori di flamenco Quillo e Paquita, e dopo qualche diffidenza Quillo e Jeff decidono di mettersi in affari. Organizzano così un tour di avventure per turisti, ignari di quello a cui andranno incontro: i due sequestreranno infatti la comitiva, portandoli nei luoghi più impensati e pericolosi, tutti stanno al gioco del rischio e alla fine Jeff finisce in galera. Da lì è il dramma Jeff soffre di una rara forma di amnesia, scorda tutto dopo il sonno e uscito di prigione nessuno più riconosce e nessuno è disposto a capirlo o ascoltarlo. E' il buio, l'isolamento ai limiti della follia!

La storia di Jeff Gold, ed il suo motto "Go for Gold", alla ricerca del vivere quotidiano, dovunque la vita lo porti, sono la storia raccontata dal film. Forse semplicemente uno sbandato, ma, almeno in parte, consapevole di esserlo, tanto da riuscire sempre ad esercitare grande attrazione sulle persone, amici o anonimi turisti che siano. Le immense città sono qualunque città. Senza memoria, la gente è sempre uguale ovunque. E tanti Jeff Gold vivono ai margini di tutto, di tutti noi. Vedono quello che noi vediamo e quello che noi facciamo con altri occhi e forse riescono a vedere di più. Qual è il mondo vero allora? Quale la prospettiva giusta? La fine è il senso del film, il senso di tutto. Jeff e il suo amico Mouma sono soli, sono insieme e camminano cercando un posto e tutti gli altri, e in lontananza i grattacieli, gli alberghi immensi e qualunque casa di cemento in riva al mare. Solo il tramonto rende meno stridente quello scenario. E allora il senso della vita di Jeff Gold e di questo film scorrono sulle note di Nick Cave che canta... "What a wonderfoul world"...

© 1998 reVision, Simone Porrovecchio



torna all'inizio




Copertina | Cinema | Home Video | Colonne Sonore | L'Archivio | CineLinks | Scriveteci