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Godzilla

2h 19'



"Gojira, Gojra" ripete con occhi stralunati ed in preda al terrore l'unico sopravvissuto all'inspiegabile affondamento di una fregata nell'Oceano Pacifico, e proprio Gojira era il nome con cui nel lontano 1954 apparve per la prima volta sugli schermi giapponesi l'enorme lucertolone nato in seguito all'esposizione alle radiazioni nucleari. L'americanizzazione fu immediata e, ribattezzato Godzilla, il re dei mostri, come lo descriveva il remake del 1956, fu poi protagonista di oltre venti pellicole nipponiche tutte rigorosamente di serie B. Ma l'America non ha mai dimenticato il vecchio "rivale" del più glorioso King Kong, tanto da ripresentarlo ad oltre quaranta anni di distanza in una megaproduzione hollywoodiana per la regia di Roland Emmerich che, fedele al detto "squadra che vince non si cambia", ci ripropone l'intero cast tecnico del suo Independence Day, campione d'incassi nel 1996 e fra i più brutti film pseudofantascientifici che si possano ricordare a memoria d'uomo.

La storia - trasformatasi ormai in assenza di storia - è, bene o male, sempre la stessa: il lucertolone si materializza all'improvviso, irrompe per le vie della città che si chiama New York e non più Tokyo, tutti scappano, l'esercito si oppone inutilmente, arrivano i nostri a riequilibrare una situazione a quel punto disperata. Godzilla è diventato sempre più alto, agile e veloce grazie alle moderne tecniche computerizzate, le comparse sono centinaia, i co-protagonisti in carne ed ossa passano in primo piano, ma tutto continua a ridursi alla solita battaglia senza esclusione di colpi dove ad avere il sopravvento sono i soli effetti speciali, sicuramente grandiosi ma molto poco coinvolgenti, che danno vita alla creatura - o per meglio dire alle creature, dato che ci troviamo di fronte anche a decine, forse centinaia di Godzillini affamati - ed alla scontata e sistematica distruzione della metropoli ad opera dell'artiglieria statunitense prima ancora che di Godzilla, tanto atletico ed intelligente da evitare ogni tipo di attacco, aereo, terrestre e sottomarino, e da ritorcerlo anzi contro i suoi assalitori.

Parallele e non più secondarie, dicevamo, sono le vicende umane dell'eroico quartetto che salverà la Grande Mela: lo scienziato Nick Tatopoulos (che deve il nome al creatore del nuovo Godzilla e degli alieni di Independence Day), studioso del lombrico di Chernobyl ed esperto in catastrofi nucleari, interpretato da Matthew Broderick, Audrey (Maria Pitillo), la sua ex fidanzata - ma l'amore non si è chiaramente mai spento - ed aspirante reporter, Animal (Hank Azaria), amico di Audrey e scatenato cameraman d'assalto, Philippe Roaché, l'enigmatico investigatore francese della compagnia di assicurazioni con il volto impenetrabile di Jean Reno. Chi, del resto, più delle compagnie di assicurazioni dovrebbe preoccuparsi delle sorti dei grattacieli di New York? Chi più di uno scienziato abituato a misurare le dimensioni di vermi radioattivi potrebbe conoscere le vere reazioni di Godzilla? L'ironia insomma è sempre in agguato, pur finendo lo spettatore per divertirsi più per le ridicolaggini involontarie di cui il film è stracolmo che per le trovate di una sceneggiatura troppo spesso deludente. Di sorprese neanche a parlarne, con una prevedibilità assoluta degli eventi a farla da padrona, e lo stesso schierarsi di Emmerich, come già in Independence Day, a favore dell'anti-nucleare risulta decisamente a buon mercato (se non c'è un presidente a pentirsi delle scelte fatte ecco comunque arrivare i servizi segreti francesi a rimediare in qualche modo agli esperimenti in Polinesia). Il successo planetario è però scontato e, come ampiamente annunciato dall'ovvia scena finale, Godzilla 2 è già in agguato.

© 1998 reVision, Carlo Cimmino