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Giro Di Lune Tra Terra E Mare1h 41' Giro Di Lune Tra Terra E Mare è un film che racconta la storia di una città, Pozzuoli, del suo spirito,
la sua essenza, il "il genius loci" di un'area e dei suoi dintorni ricchissimi di storia antica e di tradizioni.Il racconto si articola tra la contemporaneità e l'antichità, tra la storia di una famiglia di pescatori nella Pozzuoli di oggi, e continui rimandi al periodo più lontano, dalle vicende dell'imperatore Nerone e di sua madre Agrippina, alla figura della Sibilla Cumana a quella di Maria "la pazza", eroina rinascimentale che pure visse qui e che anzi difese la città dall'invasione saracena. Questi salti nel passato sono operati attraverso quelli che il regista definisce grumi visivi. Ad un certo punto le immagini si confondono, i suoni si accavallano e tutto sembra collassare in uno schermo nero e invece si esce da questo vortice e ci si trova in una grotta con Nerone o con la Sibilla e questi frammenti di storia e mitologia sono la parte più interessante e originale del film. La ricostruzione è perfetta, l'atmosfera è magnifica, le immagini sono opache e imperfette come gli affreschi scrostati di una volta romana; e non c'è nulla di filologico in questa ricostruzione del regista tutta giocata sulle sensazioni visive, su una fotografia che confonde e offusca le immagini. Ma questi punti della storia di Pozzuoli e dintorni sono indissolubilmente legati, almeno nel loro significato, alla storia e alle vicende della famiglia su cui la trama del film è appuntata. Questa è una famiglia povera di pescatori che vive ancora nel "ventre" della città vecchia e con essa rivivono alcuni caratteri che sono da sempre quelli del luogo. La madre, la signora Mena e il padre don Salvatore sono in parte la Sibilla e Nerone, sono di certo la perpetuazione del mito antico. La straordinarietà del film consiste proprio in questo saper raccontare la continuità della storia e quindi degli uomini. Il regista Giuseppe Gaudino ci racconta dei luoghi della sua vita innestandoli in uno spazio temporale continuo, lo spirito della sua terra non ha tempo nè cambia di molto col tempo. Il rapporto con la natura per Gaudino è quasi viscerale, anzi lo è senz'altro. La natura è sempre uguale a se stessa, è lei che detta le leggi e i tempi dei cicli naturali e gli uomini sono alla sua mercè. Altro elemento importante di quest'opera è la splendida colonna sonora degli Epsilon Indi che hanno realizzato le musiche in equilibrio tra sonorità antiche ed elettroniche, creando note di straordinaria estrazione e purezza. Gli attori sono bravi tutti, Tina Femiano e Aldo Bufi Landi (Donna Mena e Don Salvatore) portano nel film le note più calde di una recitazione partenopea che è inimitabile. Giro Di Lune Tra Terra E Mare, ha avuto diversi premi, dal premio Saint Vincent, a quello del Festival di Rotterdam a quello come migliore regia del Festival di Porto e poi il premio Pasinetti e il premio Cinemavvenire. Ci fa piacere che di riconoscimenti ne abbia avuti molti dalla critica e ci aspettiamo anche quello di un pubblico entusiasta. Incontro con Giuseppe M. Gaudino Scenografo e arredatore affermato (ha collaborato tra gli altri con Gianni Amelio), Giuseppe
M. Gaudino è autore e regista del film di sapore neorealista Giro Di Lune Tra Terra E Mare in cui, attraverso un collage
di frammenti che intersecano drammi del presente a vicende del passato in bilico tra storia e leggenda, si racconta la storia
della disgregazione di una famiglia di pescatori. Così ce ne ha parlato Gaudino...
- Signor Gaudino, da quali suggestioni nasce Giro Di Lune Tra Terra E Mare? "Nasce dall'osservazione di un paesaggio, quello di Pozzuoli, in cui sono evidenti i segni del continuo conflitto tra l'uomo e la natura". - Il film ha una precisa collocazione temporale? "In principio il periodo di riferimento erano gli anni '70, ma man mano che il progetto è andato avanti questa connotazione temporale si è persa anche perché ci siamo resi conto di stare raccontando problemi ancora attuali. Tuttora è infatti irrisolta la questione dei pescatori puteolani". - La maternità è un tema che ricorre di frequente nel film. Cosa c'è dietro questa "insistenza"? "La voglia di dare alla sfera femminile un'identità". - Perché sovrapporre le vicende di personaggi storici e letterari a quelle di una povera famiglia di pescatori? "Per sottolineare l'eroismo di quest'ultimi". - Giro Di Lune Tra Terra E Mare appare molto curato nello stile ma non risulta mai accademico, mai freddo. Come è riuscito, senza rinunciare alla sperimentazione e a soluzioni tipiche del cinema "colto" a fare un film dal "cuore popolare"? "Mettendoci il cuore appunto, l'umanità e ricercando la verità". - Di cosa è stato "alleggerito" il film rispetto alla versione presentata a Venezia nel '97? "Diciamo che ho sfrondato il film dei cosiddetti tempi morti e rimontato quei passaggi che erano parsi oscuri al pubblico della Mostra". - Cosa ha chiesto ai suoi attori? "Di mettere nel film tutta la loro umanità, di essere veri". - Quale effetto spera di sortire sul pubblico delle sale? "Spero di poterlo introdurre alla scoperta di un mondo, renderlo partecipe e consapevole di una realtà troppo spesso dimenticata". - Pensa di continuare a lavorare su questa linea? "Se me ne daranno la possibilità, credo proprio di sì". © 1998 reVision, Simone Porrovecchio - Maria Stella Taccone |
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