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Getting To Know You

1h 37'

Regia: Lisanne Skyler



Doppio esordio: passo d'avvio della Key Films, nuova creatura di Kermit Smith (ex-Lucky Red), che inaugura così il proprio promettente listino distributivo, Getting To Know You rappresenta anche il primo film della regista Lisanne Skyler, aiutata per l'occasione dalla sorella Tristine nello sceneggiare i racconti di Joyce Carol Oates, che stanno alla base dell'impianto narrativo. Scrittura crudele, quella della Oates, generata in un ambiente carveriano che ha compreso la pynchoniana importanza dell'entropia e del destino. Quando una cosa deve andare male, andrà male sicuramente. Le Skyler accettano la sfida imposta dai racconti, e generano una sorta di cornice narrativa, motore, commento e coro, negli ambienti di una stazione d'autobus dove la giovane Judith, in partenza col fratello Wesley, incontra l'affascinante Jimmy, affabulatore divino che fa semplicemente conto sulle facce e le espressioni degli sconosciuti che affollano le sale d'aspetto. Nascono così storie delle quali è difficile decidere la veridicità, ma che hanno il potere di far scivolare il fulcro del racconto sempre più vicino alle vite dei protagonisti. A drammi e a ferite veri, questi sì, e presenti.

Un film inizialmente ostico, impastato, che fatica ad offrirsi alla piena comprensione dello spettatore. Ma che, una volta comprese le regole del gioco, emana una straordinaria potenza emotiva, e coinvolge all'estremo. Al di là dell'originalità dell'architettura, Getting To Know You è questione di volti, e personaggi. Di giovani profili che non si dimenticano, come quello di Heather Matarazzo, la bambina triste di Fuga Dalla Scuola Media in versione cresciuta con occhi profondissimi, e Jacob Reynolds, l'inquietante Solomon di Gummo. Vite bruciate da rapporti sbagliati con genitori assenti o possessivi, che uniscono i loro destini nel fluire delle parole che si intrecciano. Di figure misteriose, che entrano in scena senza spiegazioni e lasciano il segno su questo palcoscenico impietoso. Della loro essenza poco si può dire, del loro passaggio difficilmente ci si può scordare.
Senza inventare granché, muovendosi nel contesto generale di un certo cinema indipendente americano, Lisanne Skyler regola un meccanismo dai risvolti intriganti, che ripaga gli sforzi per sollevare il velo di una certa oscurità. Un mosaico a completamento progressivo, nel quale pazientemente le tessere vanno al loro posto, le inquadrature trovano una precisa giustificazione per lasciare crescere il puro piacere del raccontare. Con alcune pause e sospensioni che ricordano lo sconnesso periodare del Jarmusch delle origini. Letterario e filmico vanno di pari passo, con un certo livello di fedeltà al testo originale. Effetto corroborante, quello di Getting To Know You, sull'organismo dello spettatore: pellicola che colpisce il sangue. Incoraggiante.

© 1999 reVision, Riccardo Ventrella



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