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Gattaca

1h 52'



Fantascienza o riflesso di un possibile prossimo futuro? Fantasia o plausibile realtà? Per il suo mondo immaginario Andrew Niccol, sceneggiatore e regista al suo primo lungometraggio, attinge a piene mani dalle cronache degli anni novanta, limitandosi a prevedere, forse esasperandoli - questa, almeno, la speranza di tutti noi -, gli effetti delle scoperte e delle sperimentazioni di medici e scienziati. Fecondazioni artificiali, manipolazioni genetiche, clonazioni, termini appartenenti fino a poco tempo fa alla letteratura fantastica, sono ora di comune dominio, pratiche usate o comunque usabili, lo sviluppo delle quali è ormai frenato dal solo controllo esercitato dalle più elementari leggi morali. Ma cosa potrebbe succedere in un futuro che non si ponesse più tali limiti?

Nella realtà di Gattaca è la fecondazione in provetta ad essere considerata "naturale": qui i genitori sono in grado di ordinare il figlio perfetto, programmandone gli aspetti fisici e caratteriali fin nei più piccoli particolari, dal colore degli occhi e dei capelli all'altezza ed al quoziente intellettivo; la miopia è eliminata, e così la tendenza alla violenza o la predisposizione alle malattie. I bambini possono quindi crescere sani e forti, sicuri delle proprie capacità e consapevoli del proprio ruolo in una società che li considera "validi" in contrapposizione ai "non validi", i figli dell'amore, di salute cagionevole, soggetti a malformazioni genetiche e quindi, in quanto inaffidabili, esclusi da qualunque posto di responsabilità. Una situazione estrema ed incontrastabile, i soli ad opporsi alla quale sono i cosiddetti pirati genetici, individui non validi infiltratisi fra i validi a costo di enormi sacrifici. Vincent Freeman (Ethan Hawke) è uno di loro: un fratello valido a tenerlo nell'ombra, una morte prevista attorno ai trenta anni a causa di una possibile malattia cardiaca, una enorme forza di volontà a sorreggerne gli sforzi. Il suo sogno da bambino era quello di fare l'astronauta, ed ora Vincent è riuscito ad introdursi nella prestigiosa Gattaca Corporation, prescelto per la prossima missione verso Titano. Per ottenere tutto questo ha dovuto assumere l'identità di Jerome Morrow (Jude Law), un valido costretto su di una sedia a rotelle dopo essere stato investito da un camion, portando sempre con sè campioni di urina per i continui esami di laboratorio, sacchette di sangue sotto i polpastrelli per eludere i sofisticati sistemi di riconoscimento, capelli e frammenti epiteliali da distribuire accuratamente sul posto di lavoro, ed al tempo stesso eliminando costantemente ogni traccia materiale della presenza di Vincent Freeman. Ma quando ogni problema sembrerebbe ormai risolto ecco che l'uccisione del direttore dell'agenzia spaziale ed il ritrovamento sul luogo del delitto di frammenti di giglia appartenenti a Vincent rischiano di compromettere la missione e di smascherare il non valido infiltratosi sotto mentite spoglie.

Estremamente interessante nei motivi di fondo, un po' semplicistico nella realizzazione finale, Gattaca riesce a catturare la nostra attenzione con una fantascienza non fatta di astronavi alla Star Trek o di improbabili costruzioni, ma immersa nel presente delle avvenieristiche costruzioni del nostro tempo. L'atmosfera è spesso glaciale, le luci rigorosamente tendenti al blu, ma il taglio classico ed un po' retrò dei vestiti, le acconciature anni quaranta, le stesse automobili, danno allo spettatore una sensazione non di spaesamento ma di familiarità. Ma se la manipolazione genetica è alla base dell'intera vicenda e l'inaspettato delitto causa di una non gratuita intrusione nel genere thriller, quello che del film di Niccol si può maggiormente apprezzare è la felice analisi dei rapporti interpersonali, quello fra Vincent e suo fratello Anton e, soprattutto, quello fra Vincent e Jerome. E se Ethan Hawke, pur bravo, non riesce mai, con la sua espressione statica e le perenni smorfiette, ad essere del tutto credibile, va segnalata l'ottima interpretazione di un attore sempre più convincente quale Jude Law, già visto di recente in Wilde e Mezzanotte Nel Giardino Del Bene E Del Male. Al loro fianco una non memorabile Uma Thurman - la bella di turno e niente più - nella parte di un membro di Gattaca, valido, chiaramente, ma dalle prospettive limitate da una piccolissima malformazione.
Ad accompagnare le immagini la colonna sonora di Michael Nyman che, pur funzionando egregiamente, fa rimpiangere l'originalità e l'arditezza delle composizioni per i film di Peter Greenaway o il fascino di Lezioni Di Piano.

© 1998 reVision, Carlo Cimmino