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Fratello Dove Sei?

O Brother, Where Art Thou? - 1h 46'

Regia: Joel Coen



Giù nel profondo sud degli Stati Uniti durante gli anni della Grande Depressione. Caldo, afa, sudore. Sonnacchiosi paesini, colonie penali, stazioni radio perse nelle immense distese pianeggianti. Il fiume Mississipi, il grande fratello, che tutto unisce e tutto divide. Tre galeotti evasi alla ricerca di un fantomatico tesoro.
Così in poche righe si potrebbe riassumere la versione coeniana dell'Odissea di Omero. Una storia semplice, una narrazione scarna lontana anni luce dal barocchismo narrativo e stilistico de Il Grande Lebowski. Una versione che in realtà, nonostante qualche strizzatina d'occhio al poema omerico soprattutto legata ai nomi dei personaggi, ha nella letteratura del sud degli Stai Uniti il vero referente letterario. In particolare nei due classici scritti da Mark Twain, Le avventure di Tom Sawyer e Huckleberry Finn. Dal celebre scrittore statunitense oltre che i temi e le atmosfere del film, i fratelli Coen "ereditano" il sottile e a volte irriverente tono ironico e la lacerante satira sociale. Un vena dissacrante che in Fratello Dove Sei? si manifesta attraverso la musica. Veri e propri "a parte" musicali che funzionano da commento ironico alle vicende. La politica, la religione, la realtà sociale, nulla sfugge alla vena comica e profanatoria del film. Ma Fratello Dove Sei? subisce, come solitamente accade nelle opere cinematografiche del duo, anche una forte influenza dal cinema classico. In questo particolare caso l'epoca cinematografica presa come modello è quella della Hollywood classica degli anni '30 e '40. Il titolo stesso del film rimanda direttamente a I Dimenticati di Preston Sturges, tipica commedia hollywoodiana del 1941. Il protagonista principale, Everett Ulysses McGill (George Cloony), è una divertente e quasi surreale caricatura di un mito del cinema di quell'epoca come Clark Gable.

La cornice fornita dal cinema classico viene questa volta colmata da una narrazione che segue in maniera pedissequa la struttura base episodica del viaggio avventuroso. Ancora una volta Mark Twain, ancora una volta l'Odissea. La frantumazione della continuità narrativa è legata all'apparizione e alla scomparsa di tutta una serie di personaggi di contorno che per brevi e ben delimitati periodi aspirano al ruolo di veri e propri protagonisti. Il folle rapinatore di banche Baby Face Nelson, i due grotteschi candidati governatori e il loro seguito circense, Big Dan il ciclopico venditore di bibbie, il chitarrista di colore che ha venduta l'anima al diavolo, il torvo e misterioso poliziotto satana. Tutti quanti segnalano in modo inequivocabile la volontà di anteporre l'esclusiva forza dei personaggi allo scorrere della narrazione. Tutti quanti sono segni, tracce tangibili in carne ed ossa di possibili storie solo accennate e poi volutamente sottratte allo spettatore. Perché è chiaro che tutto il cinema targato Joel e Ethan Coen è un cinema che procede per sistematica sottrazione. Sottrazioni tematiche colmate da addizioni stilistiche.

Una confezione perfetta. Perfetti i movimenti di macchina, perfette le inquadrature, perfetti i colori in grado di rendere appieno l'abbagliante atmosfera degli stati del sud statunitensi. In tutta questa perfezione retorica emerge con maggior forza il vuoto contenutistico. Fratello Dove Sei? è, come tutti i film dei Coen, un film vacuo ma irresistibilmente godibile. Intrattenimento distillato allo stato puro.La sequenza iniziale del film è l'emblema di questo procedimento. Una veloce carrellata attraverso un gruppo di condannati ai lavori forzati. Qualcosa deve accadere. Tutti in sala si aspettano che qualcosa accada. L'atmosfera ideale per una grande fuga. Ed invece, ecco improvvisamente i tre fuggiaschi apparire tra il grano. Sono già scappati. L'evento principale è stato deliberatamente sottratto alla vista dello spettatore. Ciò che nel cinema classico avrebbe costituito uno dei momenti di climax narrativa, non viene neppure preso in considerazione dai Coen. A colmare il vuoto spinto della narrazione è chiamato lo spettatore. La memoria cinefila, letteraria, storica e musicale dello spettatore è più volte sollecitata in Fratello Dove Sei?. In una sorta di inversione totale dei ruoli è lo spettatore a diventare il vero ed unico protagonista del film. Se ai personaggi principali è demandato il ruolo di responsabili della coerenza narrativa della storia raccontata, è al di fuori dello schermo che l'opera assume una valenza ben più ampia della semplice vicenda narrata.

© 2000 reVision, Fabrizio Pirovano



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