![]() |
Copertina | Cinema | Home Video | Colonne Sonore | L'Archivio | CineLinks | Scriveteci |
||
![]() |
Formula Per Un DelittoMurder By Numbers - 2h
Regia: Barbet Schroeder A volte il delitto, la trasgressione del limite tracciato dalla natura e dall'uomo assume l'aspetto di un gioco perverso, dove è
difficile distinguere l'incapacità di sentire la propria appartenenza ad una comunità più vasta di quella creata dal gioco sempre mutevole degli interessi e la volontà
di mettere alla prova la propria vera indole e la propria capacità di arrivare ad una conquista che abbia il sapore di una vittoria contro un mondo percepito come ostile,
contro un mondo che ha smesso di porre domande.A questo gioco perverso intende fare riferimento Formula Per Un Delitto, dove la regia attenta, sensibile, mai manierata di Barbet Schroeder opera scopertamente al di fuori delle attese dello spettatore meno disponibile alle avventure dello sguardo pur di arrivare a tracciare il ritratto di due vite perdute, abbandonate ad una percezione degli altri e delle cose che non può che nascondere il proposito di arrivare a ferire, a colpire i nervi più sensibili di una società che ha smesso di rincorrere un pensiero visibile, un'ideologia, pur di rivelare la propria presenza, pur di rendere visibile un'identità inevitabilmente mutante, soggetta ai capricci del caso. E proprio il caso, la ricerca di una vittima che non assomigli in nessun modo ad un bersaglio obbligato, dettato da una filosofia di vita che ha ben chiaro il riferimento
alla linea magari poco visibile che divide amici e nemici, è l'elemento centrale di questa "detection" così inusuale, che trova in una efficace Sandra Bullock, qui nei
panni della detective Cassie, un'interprete attenta agli scarti di senso che si producono nel momento in cui i riferimenti psicologici obbligati, gli schemi comportamentali
più frequenti diventano un ostacolo per uno sguardo libero e perciò in grado di non giocare più al gatto e al topo, di cavalcare pericolosamente la tigre dei sentimenti
e delle emozioni pur di arrivare a vedere in faccia chi si nasconde veramente dietro una maschera che in questo caso ha poco a che vedere con il teatro d'ombre messo
in scena da tanti criminali.
Quei criminali che non si avvedono, spesso o quasi sempre, di interpretare un copione voluto da una coazione a ripetere che ha ragioni che il cuore sembra non conoscere,
mentre in questo caso prevale la capacità assai più perversa di porre il cuore in posizione di ascolto, di renderlo disponibile ad avventure evocate da immagini che si
muovono in una terra di nessuno, dove il passato non è il pretesto di un cammino di individuazione anche difficile, anche in grado di produrre sbandamenti, deviazioni
dalla rotta stabilita, perché ciò che siamo è il prodotto di una rivolta, che non vuol vedere perché più grave sia il danno prodotto, perché più devastanti siano gli
effetti prodotti da un'energia che si deve muovere nel vuoto, che non deve per quanto è possibile produrre attrito, magari scontrandosi con chi potrebbe offrire una
parola che sappia arricchire, fornire spessore, donare senso e quindi incanalare, smorzare, disegnando tracciati emozionali prevedibili.
© 2002 reVision, Marco Marinelli |
|
|
Copertina | Cinema | Home Video | Colonne Sonore | L'Archivio | CineLinks | Scriveteci |
|||