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Flightplan1h 38'
Regia: Robert Schwentke Flightplan è un film di genere onesto e piacevole che, pur non brillando per originalità, contiene, nelle sue pieghe, qualcosa di
volatile e veramente bello: un attimo di stordimento, un raro dubbio, quella sensazione di vertigine che invade la testa dopo la stretta al cuore.Succede, infatti, che proprio quando lo spettatore è pronto a prendere le parti di Kyle (Jodie Foster), neo vedova che dopo lo sfinimento del lutto deve affrontare la scomparsa della figlioletta durante una trasvolata oceanica, subentri la sensazione del risveglio da un sonno ingannatore, la coscienza di aver seguito una falsa traccia. Ci si sorprende, allora, a dubitare di ciò che si è visto, vissuto e sentito sino ad allora e a considerare ciò che dapprima è stato traghettato come dato certo, alla stregua della fuorviata proiezione di una mente sconvolta, niente altro che la ricostruzione di una realtà su misura, artificiosamente confezionata per prendere il posto di verità troppo dolorose da accettare. Il regista tedesco Robert Schwentke aspetta con pazienza il momento in cui ci si comincia a chiedere come possa una bambina sottrarsi alla protezione materna e scomparire nello spazio circoscritto di un Jumbo jet in volo a undicimila metri di quota, e ne approfitta per sciorinare indizi e confondere le carte: la bambina non è stata notata da nessuno, il suo nome non risulta sulla lista passeggeri e la carta d'imbarco non esiste. Quando, poi, da terra arriva la notizia che la piccola sarebbe addirittura morta, il punto di rottura è raggiunto e si è pronti ad abbandonare ogni certezza per lasciarsi prendere dall'inferno personale della protagonista, una donna nevrotica, persa nel suo mondo fatto di incubi, allucinazioni e paranoia che sembra sopraffarla proprio mentre accompagna in patria la salma del marito. E' qui che lo spettatore viene colpito dal pensiero di essere stato giocato e tende a ricostruire una versione alternativa della realtà in cui la bambina vista per i primi 30 minuti di proiezione forse non esiste davvero se non come simulacro del desiderio di una mamma che non si arrende alla tragedia e anima scene quotidiane di normalità col pallido ricordo della felicità passata. Naturalmente la trama è più fitta e intrigante di quanto non sia lecito spiegare e il gioco di specchi non è che il primo degli stratagemmi spiazzanti utilizzati dal regista per
tenere in sospeso l'attenzione.Flightplan gioca con la claustrofobia, mettendo a confronto, grazie ad un serrato montaggio, le analogie tra i meandri della psiche sopraffatta e i corridoi di un aereo grande come un palazzo, ricostruito in studio dallo scenografo Alexander Hammond e fotografato impeccabilmente dal figlio d'arte Florian Ballhaus. Scritto da Peter A. Bowling con Billy Ray, questo psyco-mistero di buona fattura, alla fine, però, non riesce a convincere per tutto il tempo della proiezione e precipita proprio nell'ultima mezz'ora, quando i nodi cominciano a sciogliersi e l'emozione dovrebbe avere una comprensibile impennata. Non mancano, certo, le buone premesse e notevole è la tensione che il regista ricrea sin dalle prime gelide inquadrature di una bianca Berlino invernale ma, purtroppo, quando la soluzione narrativa non si rivela all'altezza delle aspettative e la mamma agitata, protagonista di un dramma molto cerebrale, si trasforma in un'indomita eroina dell'aria, il ritmo non riesce a sopperire al calo di empatia. E' vero, infatti, che Kyle è un ingegnere aeronautico e può contare sulla perfetta conoscenza dell'aereo che lei stessa ha progettato, ma le sue imprese, sull'orlo della temerarietà, per scuotere la situazione e arrivare alla soluzione del mistero sono decisamente difficili da digerire. Molto migliore, senza dubbio, l'interpretazione della Foster nei momenti di vulnerabilità e tensione del suo personaggio. Nell'insieme, comunque, la presenza scenica della brava attrice non delude e la sua grintosa performance chiama in causa in primo luogo il coraggio su cui chiunque, in situazioni estreme, sa di poter contare, favorendo una naturale simpatia per le debolezze e contraddizioni molto umane che il panico può ingenerare anche in una donna molto solida. © 2005 reVision, Elisa Schianchi |
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