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The Faculty

1h 44'

Regia: Robert Rodriguez



Alcuni studenti della Herrington High hanno una convinzione. Il corpo insegnati della scuola superiore si comporta in modo strano, anomalo. E' come se qualcosa fosse penetrato nelle loro menti, nei loro corpi e li avesse trasformati uno ad uno in zombie, morti viventi. Ma certo. Una strana e piccola creatura gamberiforme, proveniente dalle più remote zone dello spazio, si è insinuata nel corpo docente e ne ha preso pienamente possesso. Spetterà quindi a quattro giovani outsider del liceo tentare di fermare l'invasione degli (ultra)corpi degli insegnanti.
The Faculty, nuova fatica di Robert Rodriguez già autore di Desperado e Dal Tramonto All'Alba, è un film sconclusionato. Uno di quei film pastiche che trae la sua unica linfa vitale da altri film. Un'opera che si attacca in modo parassitario alle convenzioni di un genere, di più generi cinematografici e non solo cinematografici. Film di fantascienza adulta (L'Invasione Degli Ultracorpi), film di fantascienza legata agli effetti speciali (Alien), teen age thriller (la serie di Scream), cinema fantascientifico di serie B, pulp novels, fumetti e fumettacci di serie Z, tutto concorre ad entrare nell'enorme calderone di The Faculty. Ciò comporta una assoluta identità tra The Faculty e gli esseri alieni che ne sono i (co)protagonisti. Entrambi parassiti, entrambi bisognosi dell'altro, sia esso corpo umano o corpo cinematografico preesistente, per sopravvivere.

Come nel cinema horror anni '70, quello maledetto di Wes Craven e John Carpenter e Sam Reimi, anche The Faculty sembra però riflettere in maniera speculare, esagerando e rendendo estremamente visibili, le fratture di una società in costante movimento tellurico come quella statunitense. Il luogo dell'orrore non è più la casa (l'interno della famiglia), non è più lo spazio profondo (l'esterno, l'alterità aliena e minacciosa), ma la scuola. Luogo liminale, spazio di confine che si pone a metà strada tra la famiglia e il mondo, tra interno ed esterno. Come tutti i luoghi di confine, fisici e mentali, esso risulta essere maggiormente soggetto ai mutamenti, ai cambiamenti brutali. E' in questo senso che il film dimentica per un attimo il suo carattere ludico, citazioni e colti rimandi cinematografici per appassionati del genere, per diventare una amara riflessione sui nuovi luoghi della paura. Basta leggere le cronache degli ultimi anni, a partire dal massacro di Denver per giungere alla scuola di Sesto San Giovanni, per rendersi conto che l'ambiente scolastico si è tramutato in detonatore della violenza insita nella società. Cartina tornasole di una nuova e profonda spaccatura tra le nuove generazioni e il mondo degli adulti. L'età adolescenziale come età critica, giusto a metà strada tra il bambino e l'adulto, trova il suo libero spazio d'azione all'interno delle mura scolastiche. Ancora una volta il cinema horror, a prescindere dalla serie di appartenenza, si manifesta come profondo conoscitore della società, sintomo di un malessere non più solo latente e celato.

Al di là della sua confezione patinata, del suo stile irriverente e a volte assurdamente divertente, The Faculty mostra una ferita, una taglio ancora sanguinante. Un film confezionato per i giovani che parla agli adulti, un film per accaniti cinefili, cultori del genere horror e fantascientifico, che dovrebbe interessare educatori, professori e psicologi. Una contraddizione all'interno di un film, ora è possibile affermarlo, volutamente sconclusionato e frammentario. Ciò che importa non è il tutto, la coerenza narrativa, ma la parte, la scheggia.

© 2001 reVision, Fabrizio Pirovano



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