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Face Off2h 17' Due scintillanti pistole d'oro nelle mani di un assassino, icone indistruttibili del nostro
immaginario, è questa la simbolica rappresentazione delle efferate potenzialità delle forze del male impegnate nel loro eterno
scontro con quelle del bene, un potere cieco che dalle proprie nefandezze trae sempre nuova linfa vitale contrapposto alla disperata
difesa dei valori civili. Due uomini, il sanguinario criminale ed il dimesso poliziotto, che lottano per imporre/ristabilire
il proprio ordine. Due facce, due corpi presi in prestito, dalle voci alterate elettronicamente, per impadronirsi della vita
dell'altro, dei suoi segreti, per ottenere la sospirata e definitiva vittoria finale.Siamo nel mondo di John Woo ed il suo Face Off è molto più che azione allo stato puro, ennesima incontrollata scarica di adrenalina, è un film appassionante, diretto in modo superbo e, quel che più interessa, interpretato da due attori al loro meglio. Da quando Michael, il figlio di cinque anni dell'agente dell'FBI Sean Archer (John Travolta) è stato ucciso da Castor Troy (Nicolas Cage), la loro vita si è trasformata in una interminabile sfida, in una caccia senza tregua la cui parola fine potrà essere segnata unicamente dall'eliminazione fisica di uno dei due. Una caccia che ha totalmente assorbito Sean Archer, allontanandolo da una visione oggettiva delle cose e dai suoi stessi affetti, una caccia che sembrerebbe essere terminata, dopo un lungo inseguimento, con la morte di Castor Troy e l'arresto di suo fratello Pollux. Ma una bomba biologica ad alto potenziale potrebbe esplodere da un momento all'altro e l'unico a conoscerne l'esatta collocazione è proprio Pollux, e lui non ne parlerebbe mai con nessuno all'infuori del fratello. Ma quando ogni speranza sembrerebbe svanita, ecco prospettarsi una soluzione incredibile, estrema, la sola, però, praticabile: un rivoluzionario intervento chirurgico trasformerà l'agente Archer in Castor Troy per potersi così recare, mentre il suo vero volto lo aspetterà immerso in una soluzione biologica, nello stesso carcere dove è rinchiuso Pollux. Una missione segretissima che sembra procedere nel migliore dei modi: Sean viene condotto nel carcere di massima sicurezza, riesce a rendersi credibile agli occhi degli altri detenuti, ottiene l'informazione che cercava. Tutto troppo facile? Sicuramente. Uscito dal coma profondo, infatti, Castor si impossessa a sua volta delle sembianze di Sean, sopprime ogni testimone ed entra a pieno diritto nella vita dell'altro, lasciandolo rinchiuso, liberando Pollux e sventando, acclamato dalla folla e dai media, il terribile attentato. Ma Sean, quello vero, scatena una sommossa, evade e, a ruoli invertiti, affiancato dai più temibili criminali, combattendo i suoi stessi colleghi, lotta contro tutto e tutti per fare emergere una verità impensabile. Gli ingredienti per coinvolgere il grande pubblico ci sono, ed in abbondanza, e l'intera
vicenda, in fondo, non spicca di certo per originalità. Quanti scambi di personalità o di sembianze, anche estremi, abbiamo già
visto sugli schermi? Lo stesso Gerard Depardieu de La Machine, tanto per fare un esempio, metteva in atto, pochi anni
or sono, una non dissimile metamorfosi con lo stesso coinvolgimento e stravolgimento di bene e male. E' quindi la perfezione
dei meccanismi, qui, ad affascinare, una regia che riesce a trasformare una sarbanda di colpi di arma da fuoco e di effetti speciali
in una danza magica, lieve e crudele al tempo stesso, scandita da immagini che si muovono al rallentatore e magari accompagnata
dalle dolci melodie di Over The Rainbow da Il Mago di Oz (... ma perchè non lasciare la voce sognante di Judy Garland?). Ci sono eccessi, certo, e piccole incongruenze, evitabili
corse a bordo di motoscafi spinti a tutta velocità ed un finale consolatorio in classico stile hollywoodiano, ma siamo in America
e non possiamo comunque aspettarci l'impossibile. Possiamo invece ammirare due formidabili attori affiancati da un ottimo cast
composto, fra gli altri, da Joan Allen (candidata all'Oscar per La Seduzione del Male), Gina Gershon (Bound),
Dominique Swain (la giovane protagonista di Lolita)
e Nick Cassavetes (figlio di John e regista di She's So Lovely).
E' un'interpretazione da antologia quella offerta da John Travolta, mai così bravo, e Nicolas Cage che, con apparente spontaneità
e facilità estrema, si immergono l'uno nella personalità dell'altro facendola propria e si trasformano nei loro personaggi con
così tanta credibilità da farci quasi pensare con orrore a quella fantascientifica sala operatoria.
© 1997 reVision, Carlo Cimmino |
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