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Face

1h 45'

Regia: Antonia Bird



Presentato al festival di Venezia '97, nella sezione British Renaissance, Face è uno strano connubio di generi cinematografici: da una parte il cinema inglese, impegnato, sociale, politico e militante, quello soprattutto di Kenneth Loach con tanti attori feticci tra cui Robert Carlyle, qui protagonista; dall’altra il noir, rivisto, decostruito secondo il gusto di alcuni cineasti in primis il Quentin Tarantino di Le Iene.
Il film è ispirato al racconto dell’irlandese di Belfast Ronan Bennett. I protagonisti sono dei gangster. Ray (Robert Carlyle) ha un passato di attivista politico, adesso ruba per fare in fretta dei soldi ma anche sottrarsi alla logica capitalistica del denaro che costringe la maggior parte dei cittadini britannici ad arrancare per sopravvivere. Insieme con Dave (Ray Winstone), Ray organizza un colpo in una ditta che custodisce montagne di soldi. Nel gruppo ci sono anche lo svitato Stevie (Steven Waddington) che non fa altro che leggere romanzi di fantascienza, l'ex compagno di cella di Ray (Damon Albarn), Jason, nipote del vecchio leader Sonny, e Julian (Philip Davis), uno psicopatico con manie di grandezza, che la tirerà lunga sulle spese già affrontate per organizzare la rapina. Dopo il colpo iniziano i guai: il bottino è inferiore alle attese e per di più qualcuno, un traditore senza dubbio, sottrae il denaro già diviso tra i soci prelevandolo direttamente nei vari nascondigli, lasciandosi alle spalle una scia di sangue e cadaveri.

La tensione iniziale è perfettamente trasmessa nella sequenza ben ritmata della rapina e nel capannone abbandonato dove i nostri si riuniscono (proprio in questa scena le similitudini con Le Iene sono evidenti). Nella parte successiva la regista indugia troppo sulla situazione sentimentale di Ray, il suo rapporto difficile con Connie. Belle dunque tutte le scene di azione, oltre la rapina ricordiamo anche la furiosa sparatoria in una strada tra poliziotti e gangster e il finale palpitante dentro la stazione di polizia. Meno bello tutto il resto, vale a dire i riferimenti politico sociali, sebbene le ambientazioni nella Londra dei nostri giorni siano efficaci, ma ciò che manca è una rielaborazione complessiva ed ispirata di tutto il materiale narrativo, ed il film mostra alla distanza una sostanziale disomogeneità.

© 1999 reVision, Andrea Caramanna



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