![]() |
Copertina | Cinema | Home Video | Colonne Sonore | L'Archivio | CineLinks | Scriveteci |
||
![]() |
Evolution
Regia: Ivan Reitman Mitosi, separazione fisica dei corpi: gli alieni di Evolution si riproducono sdoppiandosi in due. Ma questa costituzione è anche quella di tutto il film, essere bicefalo del quale restano sin troppo evidenti le "giunture", le linee di separazione tra fantascienza e fanta-parodia.Due strutture, due generi. Il primo deriva dalla sceneggiatura "seria" di Don Jakoby, con l’intrigante idea dell’evoluzione accelerata degli organismi extraterrestri; ben costruito è il crescendo delle apparizioni aliene (da microbi a vermi, da insetti ad anfibi, fino ai dinosauri e ai primati) e meravigliose le creature disegnate dalla Dreamworks, sapiente commistione di bizzarria e verosimiglianza "naturalistica". Ma all’interno di questo fertilissimo humus, si è sviluppata come un fungo parassita la riscrittura di Reitman, i suoi soliti three amigos impacciati e casinari, la satira goliardico-collegiale contro scienziati e militari, le musiche roboanti e immotivate, il gusto alla John Landis dei cast improbabili e autoironici: David Duchovny da X-Files, Julianne Moore da Il Mondo Perduto, Orlando Jones che sembra la versione nera del Jeff Goldblum di Jurassic Park... Il risultato è un’alternanza di scurrili scatologie (a volte divertenti) e gradevoli momenti di tensione; anche se è inutile dire che tra i due organismi a prevalere di gran lunga è purtroppo il primo. Verrebbe da chiedersi: perché non usare un decimo della genialità della Dreamworks per inventare battute che funzionino davvero? Sembra dunque che in questi ultimi anni di devoluzione il cinema americano abbia perso di vista il significato e la funzione primaria di ciò che dovrebbe essere una parodia, confondendola spesso con allegre e scombiccherate baraonde (e le ultime prove di un Mel Brooks rappresentano il punto di non ritorno di tale equivoco). Far ridere è una cosa seria, e non un pretesto per disinteressarsi a qualsiasi equilibrio narrativo. E forse tutto il genere comico americano – per non parlare di quello italiano – dovrebbe ricominciare a prendersi un po’ più sul serio. © 2001 reVision, Dante Albanesi |
|
|
Copertina | Cinema | Home Video | Colonne Sonore | L'Archivio | CineLinks | Scriveteci |
|||