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Due Amiche Esplosive

The Banger Sisters - 1h 37'

Regia: Bob Dolman



Due Amiche Esplosive è una gradevole commedia sul tempo che passa, un disegno con due anime, colorato con lo spirito libertino e trasgressivo degli anni Sessanta ed allo stesso tempo impastato, come la realtà quotidiana, col solido riflusso del presente da cui fuggire. La pellicola vede insieme, in un'inedita ma affiatata coppia, Goldie Hawn e Susan Sarandon, due star invecchiate con ironia (e qualche ritocco), insieme per sbeffeggiare l'ideale hollywoodiano di un paradiso di giovinezza costruito col silicone. Suzette, interpretata dalla Hawn, è una rocchettara recidiva, ex groupie che, nonostante il passare degli anni, si è ostinata a vivere come se il mondo non fosse mai cambiato. L'altra protagonista, Lavinia, interpretata da Susan Sarandon, invece, dopo essere stata anche lei groupie scatenata, si è poi arresa al compromesso, consegnandosi alla vita borghese.
La storia, indecisa tra l'esilità di un sorriso e l’inconsistenza di un soffio, si regge sul rapporto tra le due donne, di nuovo insieme a distanza di anni dopo che Suzette, rimasta senza lavoro e denaro, parte per ritrovare l'amica con la quale aveva condiviso una felice stagione di sesso, droga & rock'n'roll. L'incontro/scontro tra Suzette e Lavinia, l'una rimasta nel passato, l'altra ingabbiata nel presente, entrambe schiave contro la propria volontà di una costrizione, è traumatico per le "Banger Sisters" (secondo il nomignolo loro attribuito da Frank Zappa) e porta le due ad affrontare la gravità dei ricordi, la vergogna e il desiderio delle donne adulte, la scelta tra stabilità e ansia di divertimento non ancora sopita.

Divertenti le schermaglie delle due amiche che hanno preso strade diverse e così la storia parallela tra Suzette e lo scrittore scontroso, un inedito Geoffrey Rush afflitto da idiosincrasia e animato da propositi omicidi nei confronti del padre causa del suo fallimento umano e professionale, felice controcanto, dai sipari divertenti, del plot principale. Ma poi, proprio quando la sceneggiatura dovrebbe impennarsi grazie all'accensione della scintilla tra le due "amiche esplosive", il film perde inesorabilmente punti. A partire dal cambiamento, poco credibile per repentinità e slancio, del personaggio interpretato da Susan Sarandon, da moglie e madre stereotipata in tailleur grigi a rockettara inguainata.

Il tono è quello malinconico di una commedia troppo corretta per innescare il revival della trasgressione e non abbastanza trash per diventare specchio dei nostri costumi. E non basta nemmeno una colonna sonora strepitosa, trascinata da Jim Morrison a David Bowie, a far riflettere con attenzione sui mitici Sessanta. Il fulcro della pellicola, piuttosto, sta nel vedere la Hawn e la Sarandon mettere in mostra con spudoratezza i loro corpi da cinquantenni rifatte ma dignitose, facendo, del loro esibizionismo, un affronto a quella Hollywood che si permette di ripudiare come vecchie anche le trentenni. Il soggetto è piuttosto logoro ma il risultato non manca anche se la prima regia dello sceneggiatore Bob Dolman (Willow) non è tra i principali pregi del film. Il carrozzone si regge solo (anche se bene) sulle interpreti e il rock e il suo ambiente, alla fine, sono il minimo pretesto per raccontare una storia di amicizia, gioventù scivolata via e rimpianti. Forse un po’ trattenuta la Sarandon, perfetta, invece, Goldie Hawn, nel ruolo dell’eterna ragazzina che le sembra cucito addosso e nota di merito per Eva Amurri, figlia sullo schermo e nella vita di Susan Sarandon (e del regista italiano Franco Amurri), ennesima raccomandata ma con qualche freccia al suo arco, stavolta. Bravo, come sempre, anche Geoffrey Rush, nella parte di un tenero fallito, che esprime un’imprevista, irresistibile verve comica al di là delle sue tipiche performance improntate più prettamente ad una carica drammatica.

© 2003 reVision, Elisa Schianchi