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Enigma1h 57'
Regia: Michael Apted La Storia. Enigma era il codice segreto - il quale a sua volta prende nome dall’apparecchio
utilizzato dai militari tedeschi per decifrare i messaggi crittati inviati dai comandi ai sottomarini - utilizzato durante la Seconda
Guerra Mondiale dal Terzo Reich. Decodificare il codice significava per gli inglesi impedire l’invasione tedesca della Gran Bretagna,
ossia evitare il compimento dell’operazione denominata Leone Marino. Ci riuscì Alan Turing, matematico inglese, a capo di un gruppo
di esperti riuniti a Bletchley Park, località segreta vicino Londra, tramite il calcolatore Colossus. Turing, noto come il padre
dell’attuale sistema informatico, morì nel 1954 ufficialmente per suicidio (mangiò una mela al cianuro), dopo essere, come gli altri,
rimasto nell’ombra per molto tempo, almeno sino agli anni Settanta, quando evidentemente era giunto il momento di svelare alcuni segreti
fino ad allora top secret. Nulla accade per caso, soprattutto in questi casi.
La storia. Nel marzo del 1943, Tom Jericho (Dougray Scott), decrittatore e reduce da un esaurimento nervoso, è chiamato a Bletchley Park per lavorare sul nuovo codice segreto tedesco, Enigma. Al sospetto che una spia nemica si sia introdotta in un luogo così segreto, s’aggiunge la sparizione della bella e bionda Claire Romilly (Saffron Burrows), ex amante di Jericho. Jericho e la bruttina convivente della donna, Hester Wallance (Kate Winslet), si mettono alla ricerca di Claire rimanendo invischiati nelle trame dello spionaggio internazionale. Tratto dall’omonimo best seller di Robert Harris, Enigma avrebbe potuto fare a meno della Storia, o in ogni caso di una parte
considerevole di essa – cosa sarebbe accaduto se i tedeschi fossero riusciti a addomesticare il “leone”? -, sarebbe sopravvissuto senza
l’apporto di una sceneggiatura (Tom Stoppard) storicamente attenta e puntuale circa l’evento, infine, sarebbe stato più onesto esserlo
meno dal punto di vista storico e più rispetto a tanti film del genere, in cui la storia d’amore e di passione assume il ruolo di protagonista
in una vicenda dove l’evento bellico rimane nello sfondo quasi come un elemento scenografico. Realizzato secondo un codice (non segreto)
del classico giallo a tinte rosa, di quella classicità ripercorre l’aspetto più elementare se non addirittura seriale, contrapponendo la
fatale bionda misteriosa ad una non avvenente Hester (chiaramente occhialuta e alquanto pelosa, tanto doveva apparire intelligente e non
necessariamente bella!), tentando finanche di percorrere il pretenzioso campo minato dell’equivalenza donna=mistero=decifrazione, così
magistralmente affrontato un tempo dal grande Hitchcock (si ascolti la fin troppo chiara frase di Jericho “era una donna indecifrabile”).
Infine, possiamo spendere due parole per la prova recitativa degli attori, compresa la solitamente brava Winslet, tanto poco convincenti
da apparire lì per caso. E il codice? Si arriva alla soluzione; ma intanto che importa?
© 2002 reVision, Emanuela Liverani |
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