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Elizabeth

2h 04'



Dopo aver raccolto consensi all'ultima Mostra del Cinema di Venezia, dove è stato presentato fuori concorso, approda sugli schermi italiani l'ambizioso Elizabeth, thriller storico sull'ascesa al trono ed i primi anni di regno di Elisabetta I d'Inghilterra.
Prodotto da una delle maggiori case di produzione britanniche, la Working Title Films (Quattro Matrimoni E Un Funerale, Dead Man Walking, Fargo), e diretto dal regista indiano Shekhar Kapur (Bandit Queen) su una sceneggiatura di Michael Hirst, Elizabeth riapre una delle pagine più affascinanti e suggestive della storia inglese ma lo fa in modo tutt'altro che classico. Pur rispettando lo spirito ed i canoni estetici dell'epoca Tudor, infatti il film non si ferma alla ricostruzione storica della figura di Elisabetta ma ne tenta una lettura moderna, approfondendo della sovrana quegli aspetti che la rendono vicina alle donne di oggi.

Salita al trono ad appena 25 anni, dopo la morte della sorellastra Maria I, Elizabeth si trovò a dover conciliare per quanto possibile i moti del proprio cuore con gli interessi dello Stato, situazione questa non troppo dissimile da quella delle donne del XX secolo costrette a barcamenarsi tra famiglia e carriera. Un'eroina moderna dunque Elisabetta I d'Inghilterra, dotata di grande forza d'animo e di uno spirito indipendente, arguta e non disposta a cedere ai pregiudizi dell'epoca.

A vestire i panni di questa donna straordinaria che trasformò un paese ridotto allo stremo nella nazione più ricca d'Europa, è la brava attrice australiana Cate Blanchett (Oscar E Lucinda) la cui bellezza aristocratica e il cui sguardo carico d'intensità rendono alla perfezione il forte temperamento della sovrana. Affianca la Blanchett un eterogeneo ma affiatato gruppo d'attori tra cui spiccano Kathy Burke (miglior attrice a Cannes nel '97 per Niente Per Bocca di Gary Oldman), strepitosa nei panni della crudele Regina Maria, l'attore premio Oscar Geoffrey Rush (Shine) e lo spigoloso Christopher Eccleston (Piccoli Omicidi Fra Amici, Jude).
Ma a parte le ottime performance degli attori sono gli splendidi costumi di Alexandra Byrne, le grandiose scene di massa (di rara suggestione quella dell'investitura di Elizabeth), la calda fotografia di Remi Adefarasin, già collaboratore di Mike Leigh, il gioco di candele e tende amaranto creato dallo scenografo John Myhre e l'appropriato commento musicale di David Hirschfelder (Shine) a fare di Elizabeth un film in costume visivamente suggestivo ed emotivamente coinvolgente.
Non possiamo negare che il film abbia qualche difettuccio, la seconda parte, ad esempio, procede un po' a rilento e quà e là necessita di qualche taglio, la storia d'amore poi cade in alcuni momenti nel romanzetto d'appendice, forse a causa dell'aria da bellone da sceneggiato tv di Joseph Fiennes, inespressivo ahimè come una zucchina, ma nel complesso il film funziona perché sostenuto da un buon ritmo e dall'interpretazione coinvolgente della Blanchett.

© 1998 reVision, Maria Stella Taccone



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