![]() |
Copertina | Cinema | Home Video | Colonne Sonore | L'Archivio | CineLinks | Scriveteci |
||
![]() |
Così E' La Vita "Beh, così è la vita" esclama uno dei tre protagonisti di Tre Uomini E Una Gamba dopo
aver constato la morte del cane Ringhio, lasciato incautamente legato al portellone dell'automobile lungo il tragitto dell'autostrada
A1. Non a caso Così E' La Vita è il titolo del nuovo film del trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Lungometraggio che sembra
voler prendere le distanze dall'esperienza della loro opera prima.
L'incipit del film ne è una dimostrazione pratica. Riproponendo nel prologo le vicende dei tre sicari già visti in Tre Uomini
E Una Gamba, il film utilizza questo artificio per introdurre e caratterizzare il personaggio interpretato da Aldo. Non
più quindi, come accade nel primo film, un "a parte" estemporaneo fine a se stesso. Bensì questa volta un espediente funzionale
allo svolgimento della narrazione.
La ricerca di una storia, la volontà di attenersi ad una sceneggiatura, viene a costituire una delle caratteristiche principali
di Così E' La Vita. A ciò va aggiunta la coraggiosa decisione dei tre comici di volersi mettere nuovamente in discussione.
Per far questo sono perciò disposti anche a declassarsi dalla posizione privilegiata di personaggi televisivi a quella di semplici
ruoli narrativi cinematografici.La narrazione prende spunto da 3 storie separate, presentando tre personaggi almeno inizialmente ignari l'uno dell'altro: il truffatore maldestro, il poliziotto colto e il ricco inventore di giocattoli. Tre protagonisti destinati casualmente a scontrarsi e a rimanere incastrati l'uno all'interno della vicenda dell'altro. Come accade in Tre Uomini E Una Gamba l'elemento di coesione narrativa risulta essere molto semplicisticamente quello del viaggio, pur partendo da nuovi presupposti e trovate diverse. Infatti, diversamente rispetto al primo film, i ruoli dei personaggi vengono rimescolati. Non più tre protagonisti paritari, ma due spalle e un unico protagonista. Intelligentemente questa piccola rivoluzione avviene nel più completo rispetto delle caratteristiche comiche proprie dei tre attori. Del ruolo di personaggio principale si trova così investito Aldo. Figura che da sempre gioca all'eccesso nell'essere "vittima" degli altri due compari. Ingranaggio di un perfetto meccanismo comico che, sin dalle prime apparizioni televisive, prevede una eguale visibilità per i tre guitti. Una ben collaudata ed equa bilancia della risata, che pare invece nel film pendere tutta dalla parte di Aldo. Dall'incontro scontro dei tre personaggi principali il film procede linearmente attraverso una concatenazione più o meno logica
di avvenimenti, seguendo quasi pedissequamente il naturale procedere causa effetto della trama. Non più parentesi extradiegetiche:
sogni, televisioni, sale cinematografiche. Non più diverse storie subordinate e aliene rispetto ad una storia principale.
Tre Uomini E Una Gamba si regge principalmente su queste interruzioni, su questi spazi "altri" rispetto al tutto del
film. Una sostanza cinematografica pura, costituita da citazioni più o meno velate, che permette al film di ottenere un ritmo
narrativo tale da avvicinarsi alle cadenze delle gag televisive e degli sketch teatrali. Il regno incontrastato del terzetto
in questione. In Così E' La Vita il passaggio da personaggi a ruoli, dalle gag televisive alla narrazione cinematografica, lascia più di qualche vuoto all'interno della struttura ritmica del film. L'ammirevole e sincera ricerca di tempi diversi, più consoni al cinema, ma più dilatati, fa in modo che gran parte della comicità venga a diluirsi, risultando meno travolgente, meno immediata. Sintomi di un work in progress che vuole evitare di mostrasi come tale, cercando a tutti i costi una immediata ed improbabile quadratura del cerchio. Provocatoriamente si potrebbe quasi dire che Aldo, Giovanni e Giacomo non fanno più ridere. Questa mancanza, questo vuoto spinto, lascia invece spazio alla riflessione, alla ricerca. Una riflessione che affonda le sue radici epistemologiche in un'opera letteraria come "Il fu Mattia Pascal" di Luigi Pirandello, una ricerca che trova una possibile risposta nel finale della pellicola con l'apparizione della figura angelica di Marina Massironi. Un happy ending ambiguo, fortemente influenzato dalle nuove dottrine new age e dalla voglia di conoscere l'aldilà così vicina alle pulsioni umane di fine millennio. In definitiva una prova coraggiosa, piuttosto originale nel tentativo di dire qualcosa di importante sia sulla vita che sulla morte mediandolo attraverso il buon umore. Benigni e La Vita E' Bella sembrano aver tracciato un solco profondo nella evoluzione della nuova comicità all'italiana. © 1998 reVision, Fabrizio Pirovano |
|
|
Copertina | Cinema | Home Video | Colonne Sonore | L'Archivio | CineLinks | Scriveteci |
|||