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Il Principe D'EgittoThe Prince Of Egypt - 1h 39' E' bene rendersi conto che non esistono più cartoni animati per bambini. Anzi non è più neppure
possibile parlare di cartoni animati nel senso classico del termine. Il cinema di animazione è rapidamente cresciuto, così come
altrettanto rapidamente è cresciuta l'età media dei suoi fruitori.Il Principe d'Egitto, primo lungometraggio animato della triade Katzenberg/Spielberg/Geffen riuniti sotto l'etichetta della DreamWorks, ne è la più recente dimostrazione. Distribuito contemporaneamente su scala per le festività natalizie, un tempo non lontano luogo sacro del cinema dedicato ai più piccini, il disegno animato ne vìola alcune dei cliché più tipici. Il Principe d'Egitto narra, utilizzando come veicolo il medium del disegno animato, la vicenda del profeta Mosè partendo dal suo abbandono sulle acque del Nilo ancora in fasce sino all'attraversamento del Mar Rosso del popolo ebreo avvenuto sotto la sua guida. Il racconto cerca di restare il più possibile fedele al testo dell'Esodo biblico e, volontariamente, si propone di ridurre al minimo la presenza di intermezzi comici, di animali parlanti e gioiosi canti da musical di Broadway che rappresentano uno dei punti di forza dei cartoni animati tradizionali. Non più quindi risate grasse e liberatorie, gag, e spensierati balli ma violenza, morte, lotta, disperazione e tristezza. In questo modo il mondo dei genitori si appropria di un medium cinematografico fino ad ora più o meno riservato ai figli. Mosè risulta così personaggio complesso, lontano dai consueti buoni dei cartoons, dibattuto tra problematiche razziali, umanamente legato ad un mondo dorato che lo ha salvato, educato e nutrito ma al quale sente di non appartenere completamente. Nato schiavo ebreo, educato come principe egiziano alla corte del faraone, Mosè è destinato a combattere in nome di Dio una furiosa lotta con il suo passato per potere garantire un futuro di libertà al suo popolo. E' propriamente su questa problematica doppia personalità, su questo dualismo culturale, religioso e sociale che si concentra dal punto di vista della trama l'attenzione del film. Ramses, il fratello faraone di Mosè, e Mosè stesso sono due facce della medesima medaglia, due aspetti della complessità dell'animo umano. Rispecchiando le problematiche del mondo contemporaneo bene e male, buoni e cattivi risultano essere meno distinguibili rispetto alla tradizione disneiana. Il cambiamento vero ed interiore di Mosè, ciò che lo renderà per sempre diverso dal fratello Ramses, avviene nel deserto, al
cospetto del rogo ardente attraverso il quale Dio si manifesta. Punto fisso della sua vicenda umana, ed in sostanza anche del
lungometraggio animato, questa conversione arriva a costituire per estensione quella vicenda di acquisizione di coscienza e
maturità da parte di un giovane verso le problematiche della vita adulta che richiama ai cliché di molti cartoons di nuova
generazione, da Il Re Leone fino ad Hercules. Vero luogo emblematico, immagine visiva di un complesso rito di
passaggio dalla giovinezza all'età adulta, il deserto rappresenta, congiuntamente all'acqua, luogo di nascita e morte, di
gioia e di dolore, uno dei simboli biblici meglio rappresentati nel film, superbamente resi grazie all'utilizzo delle più
avanzate tecniche di computer graphics.Nell'acqua vengono gettati nella prima sequenza i figli d'Israele dai soldati del faraone, sull'acqua viaggia verso il suo destino regale la culla di Mosè, infine attraverso l'acqua il popolo d'Israele rinasce a nuova vita, liberato dalla schiavitù in Egitto, proprio mentre sotto le colonne d'acqua perisce la grande armata di Ramses. La lotta interiore di Mosè diviene immediatamente, dopo il suo ritorno in Egitto, una lotta tra il Faraone, divinità umana, e il Dio degli Ebrei che parla utilizzando Mosè come strumento della sua volontà. E' la rappresentazione visiva di questo scontro, delle dieci piaghe inflitte da Dio agli egiziani, a rappresentare, unitamente al passaggio degli Ebrei attraverso il Mar Rosso, il trionfo delle nuove frontiere tecnologiche dell'animazione. Il fascino de Il Principe d'Egitto risiede in definitiva nella capacità di raccontare una delle storie più vecchie che il mondo conosca utilizzando le forme di animazione più recenti e sofisticate. In effetti se la vicenda si conclude circolarmente trovando nel forte valore simbolico dell'acqua il suo inizio e la sua fine, questo racconto epico animato trae dalla peculiare attrazione tra gli opposti, tra l'antichità del soggetto trattato e la straordinaria attualità e versatilità del medium utilizzato per (ri)raccontarlo, un'inesauribile fonte di piacere per lo spettatore. © 1998 reVision, Fabrizio Pirovano |
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