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Ebbro Di Donne E Di Pittura

Chihwaseon - 1h 57'

Regia: Im Kwon-Taek



Il movimento del divenire brucia tutte le cose. Le fa estinguere come fiammelle, in attesa che la materia si trasformi in altra materia. L'arte è questo movimento. Non c'è pace per l'artista vocato. Deve percorrere la sua strada, anzi solcarla con i suoi segni profondi e terribili. Nel percorso della "genialità" e del "talento" c'è tanta rabbia: una tensione insopprimibile che si trasforma in evento spesso doloroso. Nel film di Kwon-Taek la storia anzi le storie sono intimamente legate. La vita del grande pittore Jang Seung Ub è attraversata da mille altri eventi che fanno parte di quell'infinito divenire incessante delle cose. Così la storia di una famiglia, di un paese (la Corea, ma anche il Giappone), tra guerra e pace, dei pensieri politici (reazionari contro riformisti), le ideologie che tentano di imprimere una svolta alla Storia, laddove si vedono passare re e truppe governative, gente di corte e militanti, ed anche i personaggi più umili (sembrano i veri estranei alla Storia, per quanto sempre la subiscano) che popolano le osterie. Non può che abbracciare tutto questo la vita di Jang Seung Ub per la generosità egoista, verso se stesso, avido della vita nei suoi aspetti più estremi e vitali. Il sesso, la pittura come gesto frenetico del pennello che fissa l'impressione di una realtà che supera la realtà. In una delle riflessioni finali sul senso della pittura si conferma la necessità di un dispositivo del visibile, ma altro spettro della vita reale, che regali alla percezione sentimentale umana quel qualcosa in più rispetto alla condizione generale di afflizione dell'esistenza. La pittura è esorcismo della vita, ri-creazione proprio nel suo senso di parentesi divertente e ricostruzione di un mondo. Per garantire questa disposizione il pittore si butta allora nella sfida di ri-creare quasi tutto del mondo visto con quegli occhi famelici capaci di registrare tutto. Non c'è oggetto che Jang Seung Ub non sappia rappresentare, a suo modo naturalmente. E ciò chiarisce l'evoluzione della condizione artistica, per la quale il cambiamento non solo è inevitabile, ma necessario perché unico accesso ad altre possibilità creative.

La ricchezza visiva di Ebbro Di Donne E Di Pittura consiste proprio in questo inseguimento di una storia che non si definisce mai, le inquadrature sembrano delle pennellate veloci, le sequenze abbracciano pochi segni, e innumerevoli sono le variazioni: cromatiche, di pensiero, di sentimenti. Una alternanza continua di frementi densità che mette i brividi, fa girare la testa. Eppure è perfettamente logica, nell'ipotesi di vita del grande pittore Jang Seung Ub. Rispetto alla verità della vocazione le azioni esterne della Storia sembrano solo un terribile, ridicolo groviglio, dove l'essere umano è costretto all'adattamento, per continuare a sopravvivere. La vocazione invece ci appare come un viaggio molto più severo, condizionato da una forza ostinata che si libera senza fine. La trasformazione della materia, insomma, è sempre in corso. Quando Jang Seung Ub diventa consapevole che il prossimo cambiamento non potrà più avvenire attraverso l'ebbrezza del corpo che ha la mano come termometro e strumento di liberazione, non può che sparire, trasformare tutto se stesso, la materia ingombrante del suo corpo ormai vecchio e malato, ma che può ancora bruciare, ancora dissolversi nella fornace perché quei vasi "nuovi" siano misteriosamente più vicini, dopo quel contatto infiammato, al segreto della Bellezza.

© 2003 reVision, Andrea Caramanna



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