![]() |
Copertina | Cinema | Home Video | Colonne Sonore | L'Archivio | CineLinks | Scriveteci |
||
![]() |
Il Dottor T e Le DonneDr. T and The Women - 2h 02'
Regia: Robert Altman E' scivoloso ed infido il terreno su cui insistono i film di Robert Altman. Ci appare di volta in volta come un luogo conosciuto, familiare: invece è un altrove all'interno del quale le cose note cambiano di posto, senza avvisare. E' quanto avviene nell'ultima opera del maestro americano, Il Dottor T e Le Donne: pare di essere ad Hollywood, nei giardini splendidi della commedia sentimentale con divi. Difatti non è Richard Gere quel signore distinto che si esercita al tiro a volo con gli amici del club? Di seguito è sufficiente notare come la fotografia di Jan Kiesser favorisca una distribuzione uniforme e brillante della luce, per franare nell'equivoco dell'esercizio di stile, o del ripiegamento elegante (per dirne una, a caderci con tutte le scarpe è Irene Bignardi di "Repubblica" che ha visto un film "di maniera"). La frequentazione assidua del cinema di Altman, però, ci mette in guardia dalle trappole e ci aiuta a sciogliere i nodi più evidenti. Per cominciare: chi è il dottor Sullivan Travis? Un ginecologo fascinoso, sui cinquanta, con moglie psicotica e due figlie inquiete (una sul punto di sposarsi). Il regista di M.A.S.H. ha spesso mostrato di gradire l'analogia fra la lavorazione di un film e la nascita di un bambino: una figura abusata, ma tanto efficace che Altman decide di prendere questa nascita come la cosa più importante. Cosa rimane al ginecologo Sully dopo aver presieduto a innumerevoli parti? Quel che resta ad Altman dopo aver diretto una trentina di lungometraggi: assistere alla nascita di un nuovo film-bambino.
Il legame fra regista e ginecologo manifesta un'interpretazione critica del processo creativo cinematografico. Il regista non è né madre, né padre del film: non è Autore. Nelle parole di Altman: "Il mio compito non è quello di creare un'opera d'arte, ma solo di rifletterne il procedimento". In questa prospettiva si rivelano del tutto inesatti i modelli che certa critica ha creduto bene di riferire a Il Dottor T: è chiaro che A Proposito Di Tutte Queste... Signore di Bergman e L'Uomo Che Amava Le Donne di Truffaut sono (parodistici) monumenti alla "politique des auteurs", e niente hanno in comune con l'opera di Altman se non nel titolo. L'autorialità di questo regista, come consigliava un suo prezioso esegeta (Flavio De Bernardinis), non va ricercata nella "firma"; unica sua firma sarebbe infatti la contraddizione. E' nell'obbedire alla pratica allegorica che il suo cinema disuguale trova una coerenza inattaccabile, e soltanto in questo disegno si possono scoprire le cosiddette "invarianti" altmaniane: frammentarietà di temi e personaggi, aspetto metatestuale e di rilettura dei generi, simbiosi fra universo diegetico e ambiente. Prendiamo le inversioni più scoperte. L'avventura extra-coniugale di Sully Travis con la maestra di golf (Helen Hunt) si svolge secondo uno scambio di ruoli esemplare, come si evince dalla sequenza "perfetta" della cena a casa di lei: lo scenario della seduzione viene freddamente analizzato e "svuotato" ad accogliere l'opposto, in un gioco che rimane saldamente nelle mani del soggetto femminile mentre il soggetto maschile "assiste" alla propria esautorazione. Si noti poi l'assenza costante del promesso sposo della figlia di Travis, mentre l'intreccio ruota intorno alla cerimonia: è un esempio di quella dispersione che è tipica delle narrazioni di Altman (da Un Matrimonio fino ad America Oggi), in cui si accumulano sovente frammenti autonomi e slegati, o si creano false attese mediante falsi indizi; non già nell'ottica della suspense, ma in quella della pratica allegorica. Altre contraddizioni: il regista che detesta Woody Allen si trova fra le mani una sceneggiatura che l'autrice Anne Rapp ha imbottito di battute fulminanti nello stile del newyorchese. E ancora: il regista che "non è autore" si cita col lungo piano-sequenza del prologo e con tutti i blues che il fedele Lyle Lovett dispensa nella colonna musicale. Gli elementi isolati possono ricomporsi o meno, questa è la strategia: la costellazione simbolica rimane sotto un velo d'acqua, come suggerisce l'incessante ritorno di immagini liquide (la pioggia, la fontana), e ciascuno può donare al film il senso che crede.
© 2000 reVision, Luca Bandirali
|
|
|
Copertina | Cinema | Home Video | Colonne Sonore | L'Archivio | CineLinks | Scriveteci |
|||