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Deep Impact

2h



Cosa fareste se, da un giorno all'altro, vi dicessero che una cometa grande come la città di New York sta avvicinandosi sempre più velocemente alla Terra e che il nostro pianeta è proprio sulla sua traiettoria? Come passereste i due lunghi ed al tempo stesso brevissimi anni che mancano al tremendo impatto, un evento che si preannuncia tanto catastrofico quanto quello che, milioni di anni fa, cancellò la presenza dei dinosauri? Sono queste le domande alle quali Deep Impact, la cui prima stesura, ispirata ad un classico della fantascienza, Quando I Mondi Si Scontrano, risale alla fine degli anni settanta, vorrebbe rispondere. Non ci troviamo quindi di fronte ad un film dai ritmi forsennati, come il nome di Mimi Leder, già regista di The Peacemaker, avrebbe potuto suggerire, nè ad un trionfo degli effetti speciali, ma al tipico prodotto americano confezionato, chiaramente senza badare a spese, sul trittico "Dio, patria e famiglia", in un tripudio di sentimenti e valori destinati, in ogni caso, a lasciare un lacrimevole segno, fra immolazioni per la salvezza dell'umanità e dolorose scelte imposte dall'amore più puro.

Una gigantesca cometa sta quindi precipitando sulla Terra, ma la notizia è rigorosamente classificata come top secret fino a quando la casuale scoperta da parte di Jenny Lerner (Tea Leoni), una giovane giornalista televisiva in cerca dell'occasione giusta per emergere, di indizi che sembrerebbero portare all'ennesimo scandalo governativo tinteggiato di rosa, non costringe il presidente degli Stati Uniti (Morgan Freeman) ad una allarmante dichiarazione pubblica: da lì a due anni un enorme proiettile potrebbe abbattersi sull'oceano alzando onde alte più di mille metri che spazzeranno via ogni città fino a centinaia di chilometri dalla costa ed al tempo stesso generando incontrollabili fenomeni atmosferici. Ogni speranza è riposta nell'equipaggio del Messia, cinque giovani astronauti affiancati da un veterano ormai in pensione, la cui esperienza è ritenuta fondamentale (Robert Duvall). Il loro compito è quello di raggiungere la cometa, posizionare alcuni ordigni nucleari e farli esplodere in modo da distruggerla o, almeno, modificarne l'orbita, mentre sulla Terra, novelle arche di Noè, giganteschi rifugi si preparano ad accogliere esemplari di ogni specie animale e milioni di esseri umani selezionati per mezzo di una lotteria nazionale.

E' all'ombra di questa incombente tragedia che si muovono i personaggi della storia, dalla giornalista in cerca di risposte che finisce per trovarle nel proprio intimo, aggrappandosi alle certezze di un passato quasi dimenticato, al vecchio astronauta la cui presenza sembra costituire un peso agli occhi di giovani cresciuti fra simulatori di volo e riflessi di realtà, ai due giovani adolescenti, Leo (Elijah Wood, ben più convincente in Tempesta Di Ghiaccio) e Sarah, pronti ad affrontare qualsiasi sfida pur di mantenere fede ad una promessa d'amore. Personaggi poco incisivi, talvolta ridicoli (il presidente Beck, con la sua aria da eterno sconfitto e le invocazioni dal sapore liturgico, ne è l'esempio più lampante), che finiscono per sacrificare fior di attori in nome di un'acquisizione di coscienza sfociante in un triste susseguirsi di patetiche scenette, con tanto di ultimi addii ed inevitabili riconciliazioni. Ma quello che ad un film come Deep Impact non si può perdonare è di non funzionare nemmeno sul terreno della spettacolarità, con quell'atterraggio sulla cometa dal sapore così casereccio, quei grattacieli distrutti dalla furia delle acque che sembrano volersi autodenunciare quali modellini malriusciti, per non parlare della fuga in moto davanti ad una montagna d'acqua che, ovviamente, non raggiungerà mai i nostri eroi o della testa della statua della libertà mollemente inabissatasi, forse un duro colpo per lo spettatore statunitense, ma sicuramente, per noi, simbolo chiave di un'ironia non cercata ma inequivocabilmente presente.

© 1998 reVision, Carlo Cimmino