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The Core

2h 15'

Regia: Jon Amiel



Il pianeta terra ha seri problemi di salute: a Boston 32 persone portatrici di pace - maker muoiono in sincrono, a Londra stormi di piccioni si abbattono al suolo, a Roma addirittura una tempesta elettrica riduce in cenere il Colosseo e altri monumenti. Ci vuole uno scienziato geniale, il geofisico Aaron Eckhart per capire le ragioni di questa vera e propria rivolta del pianeta: il campo elettromagnetico sta deteriorandosi dal momento che il nucleo terrestre ha smesso di rotare.
Da questo momento in avanti la volontaria sospensione di incredulità che richiede anche la migliore fantascienza diventa d’obbligo: è necessario raggiungere il nucleo terrestre a bordo di un veicolo messo a punto dallo scienziato Delroy Lindo per fare esplodere alcune bombe nucleari in grado di rimettere in sesto il campo elettromagnetico. Questa volta l’umanità non è in pericolo per colpa di extraterrestri o di qualche pericoloso terrorista: è la terra stessa ad essersi ammalata e a richiedere un intervento deciso nei suoi confronti per rimediare.
Naturalmente è impossibile non notare quanto siamo vicini ad una sensibilità vicina a quella dell’ipotesi Gaia: la terra è un corpo vivente che si può ammalare, che richiede attenzione e disponibilità all’ascolto perché l’equilibrio sul quale il suo stato di salute si regge possa mantenersi.

Ed è altrettanto naturale notare che il viaggio al centro della terra ricorda molto da vicino il Viaggio Allucinante di Richard Fleisher dentro il corpo umano: in entrambi i casi quello che conta è muoversi dentro un cosmo sconosciuto ed insieme familiare per ritrovare l’equilibrio perduto. Equilibrio che si è perduto per cause che non sappiamo determinare: non c’è ideologia, infatti, o ostilità preconcetta che possa giustificare la malattia. Il nucleo ha smesso di rotare e non sapremo mai le ragioni di questo malfunzionamento. L’unica scappatoia è pensare che - proprio come un corpo vivente - anche la terra può ammalarsi, perdere il suo equilibrio. E solo chi è più sensibile ai segnali che questo corpo può inviare, il geofisico Aaron Eckhart in questo caso, può pensare di trovare la soluzione. Chi è più vicino ad una sensibilità di tipo materialistico - come gli altri scienziati - verrà quindi ucciso. Chi invece sente la vita là dove altri vede il malfuzionamento di un meccanismo ha più probabilità di farcela, di vedere coronata dal successo la propria missione. Sì, perché proprio di missione deve trattarsi perché di successo si possa parlare, e non di un’operazione di tipo militare, come pensano gli altri scienziati.
The Core, forse involontariamente, è dunque un kolossal ecologista, che ci insegna a guardare agli equilibri che reggono il pianeta non secondo una logica deterministica, ma secondo una sensibilità che vede la vita anche là dove sembra trionfare una logica di morte.

© 2003 reVision, Marco Marinelli



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