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Il CoraggiosoThe Brave - 2h Il vero coraggioso è Johnny Depp che ha deciso di esporsi in prima persona, ma coraggioso lo è anche lo spettatore
che riesce a superare indenne la visione di questo film, e forse persino il sottoscritto che non se la sente, comunque, di
infierire. Perchè Johnny Depp è uno dei più brillanti talenti della sua generazione, un attore non convenzionale che è sempre
riuscito a ritagliarsi ruoli perfetti per le sue caratteristiche, spiccando con la sua personalità fra i tanti belli del cinema
d'oltre oceano, e, ora che sceglie di passare dall'altra parte della macchina da presa, lo fa con impegno e convinzione, puntando
in alto, forse troppo in alto, ma, quel che importa, con sincerità assoluta.
Presentato in concorso al Festival di Cannes 1997, Il Coraggioso è tratto dall'omonimo romanzo di Gregory Mcdonald ed affronta temi profondi e scottanti. Morgantown è un villaggio di derelitti, indiani ed indios che vivono in pieno deserto ai confini della civiltà, una desolata bidonville che con quel mondo cosiddetto civile ha due soli punti di contatto, un vecchio autobus che attraversa strade polverose diretto in città ed i quintali di rifiuti che da quella stessa città vengono lì scaricati per essere regolarmente presi d'assalto da uomini, donne e bambini senza altro mezzo di sostentamento, poveracci senza un lavoro ridotti ad un'esistenza senza speranza, alcolizzati, criminali, o semplicemente larve annichilite da un vecchio schermo televisivo che li bombarda con i messaggi pubblicitari provenienti dalla terra dell'oro del consumismo. Ma Raphael (lo stesso Johnny Depp) non si è mai arreso, ha continuato a recarsi in città ed oggi la sua costanza è stata finalmente premiata: ha trovato un lavoro, un buon lavoro ben pagato. Per la sua famiglia, per sua moglie ed i bambini, per non vederli ridotti come lui, per far si che possano lasciare quelle catapecchie fatiscenti che stanno per essere spazzate via dagli interessi di chi vive in città, ha deciso di accettare la proposta di McCarthy (Marlon Brando): 50.000 dollari in cambio della sua vita, una somma che può rappresentare una via di uscita in cambio di una morte lenta e dolorosa, torturato ed ucciso per chi dalle sofferenze altrui trae piacere e conforto. Comincia così per Raphael una nuova vita da bruciare in una sola settimana, una settimana elettrizzante e felice nella quale potrà rivedere il sorriso sul volto dei suoi cari, nella quale ricostruire un rapporto ormai spento con Rita, sua moglie (Elpidia Carrillo), e riconquistare Frankie, il figlio maggiore, una felicità che inevitabilmente si materializzerà attraverso gli oggetti superflui di quello stesso mondo fatto di plastica ed assenza di valori che proprio alla sua famiglia lo sta strappando via. Un soggetto avvincente, una profonda analisi dei rapporti umani, con un Johnny Depp attore
estremamente convincente, al quale non corrisponde però un soddisfacente Johnny Depp regista. Ed è un peccato, perchè i minuti
iniziali de Il Coraggioso, con le sue distese di terra ocra arse dal sole, la sua desolazione, i suoi personaggi che si
trascinano vanamente in una realtà fatta di polvere e silenzio, facevano ben sperare, ma la "discesa agli inferi" di Raphael,
con tutto l'insieme di figure estreme e male abbozzate che la popolano, proprio non convince: il McCarthy di un Marlon Brando dal
patetico mascherone imbellettato da vecchia megera che si produce in un discorso pseudo filosofeggiante del tutto fuori luogo,
il suo braccio destro, Larry, una sorta di psicopatico che, senza un ruolo ben preciso, di tanto in tanto riappare ad inferire
colpi ad una storia già traballante, Padre Stratton che, in un finale che temevamo di vedere pur auspicando ci venisse risparmiato, si
strappa dalla veste il colletto bianco, schiacciato dal peso della propria impotenza.Fra una colonna sonora, di Iggy Pop, piuttosto anonima, inquadrature sbagliate corrette lì per lì, forzati effetti di calura estrema che sembrano realizzati con una semplice messa fuori fuoco ed il contemporaneo ondeggiare dell'obiettivo, si procede quindi stancamente verso la fine, senza che i pochi minuti di tagli dell'edizione italiana siano riusciti ad aumentare un ritmo che non c'è o ad allontanare una sensazione di noia che purtroppo si respira. Resta comunque un coraggioso lavoro di esordio da apprezzare, se non altro, per l'energia e l'indiscutibile fede messa nel progetto: Johnny Depp ha cercato di creare una dimensione magica alla Dead Man, nella quale si era immerso da protagonista, vi è riuscito solo per qualche istante, ma almeno ha tentato, il che, dato l'appiattimento generale al quale assistiamo di continuo, non può che rallegrare. © 1997 reVision, Carlo Cimmino |
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