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La Fortuna Di Cookie

Cookie's Fortune - 1h 57'

Regia: Robert Altman



Come un dolcetto della felicità. Il nuovo film di Robert Altman (The Player, Short Cuts) assomiglia molto ad uno di quei piccoli fagottini dolci tipici della cucina orientale. Non a caso infatti il titolo originale del film, Cookie's Fortune, è un astuto gioco di parole che, nell'inversione tra soggetto e complemento oggetto, nasconde il tono farsesco e giocoso del film. La fortuna di Cookie può diventare un dolcetto della fortuna.
La vicenda si svolge ad Holly Springs, tranquillo e sonnacchioso paese del Sud degli Stati Uniti. "Ad Holly Springs nulla è accaduto nel 1897" recita un cartello all'ingresso della città. Meglio sarebbe stato scrivere: "Ad Holly Springs nulla è accaduto dal 1897". L'aria calda e il blues che si diffonde dal night concorrono a creare una atmosfera quasi bucolica. Un placido "mondo perfetto" dove la vita scorre al ritmo dalle note della musica afroamericana e dei momenti sacri riservati alla pesca al pesce gatto.

In paese tutti conoscono tutti. Tutti conoscono Cookie, Jewel Male, Orcutt (Patricia Neal), anziana vedova che vive sola nella sua grande casa coloniale. L'unica sua compagnia è il colored Willis (Charles S. Dutton), vecchio amico del defunto marito della donna ed ora migliore amico di quest'ultima. Per Cookie il ricordo del marito è tenuto in vita dalla sua collezione di pistole. Strano modo per ricordare un morto. Non molto lontano dalla casa coloniale vivono le due nipoti di Cookie, l'eccentrica e megalomane Camille (Glenn Close) e sua sorella Cora (Julianne More). Quest'ultima di certo non dotata di una particolare intelligenze e vittima della straordinaria esuberanza e voglia di protagonismo della parente prossima. Tra nipoti e zia pare non esservi alcun rapporto. I rapporti famigliari sono tenuti in vita dalla figlia di Cora, la giovane e girovaga Emma (Liv Tyler), che abita in un furgone ai bordi della città e si guadagna da vivere lavorando nella locale attività di ristorazione legata alla principale risorsa di Holly Springs: il pesce gatto. Se vuoi veramente conoscere una persona devi andarci a pescare assieme. Sembra un messaggio da dolcetto della fortuna, è in realtà il motto sul quale si reggono le relazioni sociali del paese. Quando Cookie decide di andare a raggiungere il marito sparandosi in volto con una delle pistole della sua collezione, quando le nipoti trovano il cadavere e cercano di trasformare il poco dignitoso suicidio in un più decoroso omicidio, quando dell'omicidio viene accusato il pacifico Willis, tutto cambia a Holly Springs. C'è qualcosa di marcio nel regno del Mississippi. Il gesto trasgressivo di Cookie mette in moto un procedimento che porterà all'annullamento ed al rovesciamento dei ruoli e delle convenzioni narrative. La gente del posto esce dalla chiesa ove si tengono le prove della "Salomè" di Oscar Wilde. Finita la recita, scese dal palcoscenico le persone si presentano per quello che sono.

Il film prende così a giocare con le convenzioni narrative del genere "giallo" mentre imbastisce una satira buonista sullo stile di vita americano. Ed in particolare sullo stile di vita americano legato agli stati del Sud, una volta al centro delle critiche per questioni di intolleranza razziale, oggi ultimo presunto baluardo dei valori puri della americanità. Il suicidio che deve apparire come omicidio, il ritmo rilassato e sonnolento, la prevedibilità della trama che provoca la mancanza quasi assoluta di colpi di scena, la protagonista citata nel titolo che scompare dalla scena dopo pochi minuti dall'inizio del film, sono solo alcuni esempi del rovesciamento degli stereotipi legati ad un certo cinema di "genere" che vengono ad evidenziarsi con il procedere della vicenda. Un procedimento reso ancor più manifesto da una visione altamente stereotipata, quasi naïf, della vita sociale e dei personaggi che popolano i luoghi in cui si svolge il film. Ad una estrema caratterizzazione di luoghi e personaggi si contrappone una oculata e studiata decostruzione dei topoi di un genere cinematografico altamente codificato.
Comunque sia il film non va preso troppo seriamente. La Fortuna Di Cookie è un piacevole e godibile scherzetto. Sembra un giallo ma ne disattende costantemente le regole. Traccia un ritratto degli Stati del Sud America talmente stereotipato ed idilliaco da apparire quasi totalmente fittizio. Crea personaggi ancorati a ben definite gerarchie famigliari per poi capovolgerne nel finale la loro posizione nell'albero genealogico. Racconta di un suicidio che viene fatto passare per omicidio e che come tale viene poi creduto. Di un tale di colore che dell'omicidio viene ingiustamente accusato, e di una elegante e bizzosa donna bianca che verrà probabilmente condannata per un reato che non è mai stato commesso. Segreti e bugie della provincia americana svelati grazie ad un eterogeneo e alquanto tipico gruppo di personaggi. Le relazioni nascoste che legano queste persone diventano la vera scoperta del film, l'unico vero e proprio colpo di scena. Chi più madre, sorella o figlia. Come un dolcetto della fortuna. Lo si apre prima di mangiarlo per trovare la massima scritta che il saporito involucro cela. Solo che questa volta assieme alla pietanza viene ingerito anche il messaggio.

© 1999 reVision, Fabrizio Pirovano



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