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Conflitto Di Interessi

The Gingerbread Man - 1h 55'



John Grisham e Robert Altman: uno scrittore di successo i cui romanzi a tema giudiziario hanno ormai da anni catturato l'interesse delle case di produzione hollywoodiane sempre trasformandosi in film di successo ed un regista atipico, dallo stile estremamente personale, che dagli schemi precostituiti della stessa Hollywood è sempre riuscito a tenersi distante. Uno scrittore-avvocato i cui film significano incassi assicurati, un nome che corrisponde ad una metodologia infallibile, quasi un marchio ormai che non può più sorprendere (i film tratti da Grisham scatenano regolarmente in me un torpore incontrollabile... ma questa è un'altra storia) ed un regista "libero" che ha sempre preferito seguire l'istinto ed imporre il proprio punto di vista piuttosto che seguire le più facili vie già battute. Due figure antitetiche che nessuno avrebbe mai pensato di accomunare fino all'arrivo di questo Conflitto Di Interessi con il quale certezze assolute e rosee speranze si trovano a dover miseramente naufragare. Siamo infatti di fronte ad un Altman che interpreta, per così dire, un racconto di Grisham avventurandosi per la strada, facilissima e difficilissima al tempo stesso, del film di cassetta per creare un thriller oscuro che mescolasse elementi processuali e morali ed invece fallire su tutti i fronti.

Abbiamo un avvocato di successo (Kenneth Branagh) che ha appena attirato su di sè l'odio della polizia locale combattendone i metodi e difendendo un criminale. Abbiamo una cameriera (Embeth Davidtz) con cui il nostro avvocato trascorre una "casuale" notte di passione per poi trovarsi immediatamente invischiato nei problemi di lei: tremendi incubi, il gatto impiccato, la macchina fatta esplodere... ed una strana figura dietro a tutto ciò, un padre (Robert Duvall) che sembra essere una minaccia costante, un uomo violento, una specie di barbone che non accetta i condizionamenti del mondo civile e proprio per questo rifiuta di portare le scarpe (?!?). Nel frattempo, ad accrescere la tensione, si avvicina un tremendo uragano, ma non saranno di certo un po' di pioggia e di vento a fermare l'eroico avvocato che, dopo essere riuscito nell'intento di far internare il vecchio pazzo, dovrà difendere non più l'amata cameriera, ma i propri figli che ha scoperto minacciati e saranno ben presto rapiti. Eccolo allora pronto a sfidare ogni legge, ad infrangere i principi che da sempre aveva difeso, in preda ad un furore che solo i nuovi elementi prodotti dalla sua bella collaboratrice (Daryl Hannah) e da un investigatore privato alcolizzato (Robert Downey Jr.) riusciranno a placare gettando una luce del tutto diversa sull'intera vicenda. C'è poi, dimenticavo, la storiella dell'uomo di pan pepato del titolo originale, per noi trasformatosi in un più dolce omino di marzapane, con cui il padre cattivo un tempo spaventava la sua povera figlioletta. Una storia di inseguimenti e di bambini che corre chiaramente parallela allo sviluppo dell'intreccio e che qui vi risparmio.

Conflitto Di Interessi è comunque, senza ombra di dubbio, fra i più brutti film di Robert Altman, se non il peggiore in assoluto, a conferma del fatto che per fare un buon film di genere non basta essere dei grandi registi. La storia viene portata avanti senza veri colpi di scena e, quel che più importa, senza giustificazioni. La stessa scelta della Davidtz, graziosa ma niente di più, nel ruolo della donna che non solo strega, ma DEVE stregare al primo incontro l'avvocato Magruder lascia non poche perplessità, come del resto la totale disponibilità di Magruder, che scopriamo subito sensibile al fascino femminile, senza dover per questo essere necessariamente uno sprovveduto, a rischiare vita, carriera ed affetti per una totale sconosciuta che vediamo rubare posacenere e soffrire di convulsioni notturne senza che ve ne sia la benchè minima necessità narrativa. Per non parlare poi dell'invenzione altmaniana dell'uragano che serve solo a far parlare lo speaker di qualche telegiornale dalle televisioni sparse qua e là fra case, locali e centrali di polizia ed a regalarci inutili inquadrature ripetute fino all'eccesso di tergicristalli all'opera su parabrezza costantemente battuti da una pioggia incessante. L'intera popolazione sembra infatti disinteressarsene, continuando a trascorrere le proprie serate senza alcun problema, magari sorseggiando un drink nel solito bar.
Non vi dico altro, se non che ad interpretare il ruolo del marito dell'insulsa Mallory c'è Tom Berenger, che la fine del film riesce a farne rimpiangere il già triste principio e che questa volta, per chi potesse esserne interessato, Grisham non mi ha fatto addormentare, ma in compenso mi sono trovato a ridere, e purtroppo di un lavoro di Robert Altman con ben altre ambizioni.

© 1999 reVision, Carlo Cimmino



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