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L.A. Confidential

2h 17'



L.A. Confidential come un giornale scandalistico che fruga nel torbido della grande città. L.A. Confidential come "Hush-Hush", Zitti-Zitti, rivista di pettegolezzi specializzata in colpi ad effetto. E' la Los Angeles dei primi anni Cinquanta, una città in piena espansione desiderosa di sfondare, la città del cinema, delle tante stelle e stelline, delle connivenze con la malavita, imperante allora come oggi, della migliore polizia del mondo, quella violenta che ammazza di botte un gruppo di prigionieri rinchiusi in cella la notte di Natale o quella affarista sempre pronta a chiudere un occhio, o meglio ancora tutti e due, per favorire il gangster che offre di più. E' lei, con il suo abbagliante splendore, la sua facciata di opulenta ricchezza che nasconde la realtà, la miseria, i sogni irrealizzabili dei suoi abitanti, l'unica vera protagonista del film di Curtis Hanson (Il Fiume Della Paura, La Mano Sulla Culla), tratto dal romanzo di James Ellroy, un film affascinante, sospeso nel tempo, in una dimensione irreale nella quale ci ritroviamo proiettati come d'incanto, fra musiche e costumi d'epoca, macchine fiammanti ed i set televisivi dei primi serial di successo. Un effetto straniante accentuato non tanto dalla presenza costante di un'ottima colonna sonora incentrata sui classici di quegli anni, quanto dalla strana sensazione di trovarsi davanti ad uno schermo di fine anni novanta, magari in una multisala dotata dei sistemi più sofisticati, e di vedere proiettato un film di oltre quaranta anni fa, uno di quei noir che hanno fatto la storia del cinema americano prima ancora del massiccio avvento del colore, perchè L.A. Confidential è un classico d'altri tempi, un "vecchio film" datato 1997.

Ma accanto a Los Angeles, nelle sue strade, sulle sue spiagge, nei locali di grido e nei bar più malfamati, ci sono tanti altri personaggi, un microcosmo di piccoli protagonisti che si affaccenda, si distrugge, si vende al migliore offerente. Donne bellissime, prostitute d'alto bordo disposte a subire ritocchi di chirurgia plastica pur di assomigliare sempre più alla diva del momento, come per la bionda Lynn Bracken (una sempre folgorante Kim Basinger) che della somiglianza con la fatale Veronica Lake ha fatto motivo di orgoglio e fonte di guadagno. Editori senza scrupoli alla Sid Hudgeons (Danny De Vito), che fra rivelazioni scabrose, menzogne e scenografici arresti in esclusiva, frutto di un proficuo accordo con il detective di turno, si preoccupano solo che le vendite del proprio tabloid vadano alle stelle. E poi i poliziotti, quelli veri, non eroi da copertina senza macchia, ma uomini come tutti gli altri, perchè L.A. Confidential è in primo luogo un film di poliziotti, onesti, corrotti, violenti, arrivisti, talvolta sognatori, al servizio della collettività, ma più spesso dei propri interessi. Dal giovane Ed Exley (Guy Pierce, rivelatosi con Priscilla: La Regina Del Deserto), ufficiale rampante e tutto d'un pezzo, pronto a sfruttare qualsiasi incidente pur di emergere, disposto a sacrificare i propri compagni pur di difendere il buon nome della polizia e di far risonare il proprio, a Bud White (Russell Crowe), agente violento e dai modi sbrigativi, fedele al compagno di pattuglia più che alla stessa giustizia, bersaglio prediletto dell'ambizioso Exley; fino a Jack Vincennes (Kevin Spacey, lo splendido interprete de I Soliti Sospetti e Seven), il poliziotto del mondo dello spettacolo, consulente della più fortunata serie televisiva in onda, per il quale non potrebbe esserci peggiore punizione se non quella di essere tenuto lontano dal set.
Un ottimo cast di attori, un'atmosfera torbida e surreale attraversata da personaggi d'altri tempi, classici ma moderni al tempo stesso, un film che supera le due ore ed un quarto senza cedimenti, al quale si può unicamente rimproverare un finale non esaltante, aggiunto in modo quasi posticcio a quella che sarebbe stata la più perfetta delle conclusioni.

© 1997 reVision, Carlo Cimmino



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