![]() |
Copertina | News | Forum | Cinema | Home Video | Colonne Sonore | L'Archivio | Links |
|
![]() |
Comandante1h 39'
Regia: Oliver Stone L'arte oratoria è il pane quotidiano di Fidel Castro, così come fondamentale è sempre stato mostrarsi al resto del mondo da un
lato come orgoglioso e indiscusso leader dell'unico paese nato, e tutt'ora esistente, da una rivoluzione marxista realizzata con pochi mezzi alle porte degli USA, dall'altro
proporsi nella sua veste informale, da buon diavolo reo soltanto di aver liberato il suo paese dalla tirannia di Batista e dall'area di influenza degli States, in armonia
con l'amico Hemingway, in tranquille chiacchiere con chiunque contribuisca a proporre la sua immagine e con essa quella di Cuba. Castro è un intelligente uomo di media,
un uomo che per amore del suo paese cede qualcosa per non lasciarlo cadere, alla sua morte, nella smarrimento come capitò anni fa alle ex repubbliche sovietiche, persino
colloquiare con quel Papa, di cui ha pubblicamente pianto la morte, passato alla storia come colui che ha contribuito fortemente alla sconfitta del comunismo reale ma cui,
ricevendolo in uno storico viaggio nell'isola caraibica, non lesinò, tra gli apprezzamenti e la stima, persino un piccolo rimprovero per non aver compreso la particolarità
dell'America Latina. Castro studente dai gesuiti, Castro il capo guerrigliero, Castro l'intellettuale, Castro come l'altra parte della medaglia di Che Guevara.
Comandante è l'incontro con un uomo la cui vita privata non può essere scissa con la storia di Cuba dal 1960 ad oggi, un uomo che è, qualunque sia il pensiero degli ammiratori o detrattori, il cuore, l'anima, il motore di un'isola che con lui ha conosciuto l'istruzione pubblica obbligatoria, cure mediche e ricerca scientifica tra le migliori del mondo, il creatore di un sogno ostacolato nel suo farsi da un embargo statunitense che costrinse il mondo occidentale al divieto di scambi commerciali con un paese costretto ad inventarsi di tutto per sopravvivere, un'azione disperata da parte di una potenza mondiale incapace di cancellare il regime castrista. Le domande di Stone sulla famiglia, sugli amori, sul socialismo, sull'amico fraterno Guevara, sulla voglia tutt'ora viva di difendere un modello politico di stampo marxista resistente nonostante i tempi avversi, creano il ritratto di un personaggio carismatico che si commuove, si illumina, evita con naturalezza domande scomode (come quella sulle elezioni democratiche), determinato a salvare la sua isola da questa globalizzazione di cui è nemico giurato, qualcuno desideroso di lasciare di sé, tramite il lavoro di un regista statunitense, un'immagine a 360°, persino cadendo in piccole contraddizioni che rivelano quanto il personaggio monolitico abbia cedimenti umani, stupidi scivoloni come le Nike calzate sotto quella divisa simbolo di una lotta infinita. Così come fu con Persona Non Grata, ritratto-documentario di uno Yasser Arafat prigioniero nel suo palazzo bombardato di Ramallah - un altro uomo in divisa discusso e
al contempo ammirato che viveva l'ultimo capitolo della sua complessa esistenza, leader senza nazione in esilio nel suo stesso territorio -, Stone, regista politicamente
indipendente e tra i grandi osteggiatori dell'attuale governo USA, sembra essere particolarmente affascinato dagli ultimi mohicani, da anziani resistenti.Le immagini di repertorio in apertura collegano il passato ad un presente immediato, persino al lavoro della troupe mentre si appresta a realizzare la prossima inquadratura, un documento del dentro (la narrazione documentaria) e del fuori (una sorta di backstage infine parte del film), la formalità e l'informalità del regista e del Leader Maximo i cui abbracci palesano una comunanza ideale. Quando nel 2002 - tre anni per uscire nelle nostre sale ma in USA è ancora off limits - per tre giorni la troupe di Stone intervistò Fidel Castro seguendolo nei suoi impegni, a Cuba era da un bel po' che non avvenivano esecuzioni capitali; quando questo accadde di nuovo quasi subito dopo, Stone tornò da Castro per un'altra intervista realizzando Looking for Fidel da noi ancora inedito (sarà visibile in dvd, insieme a Comandante, per la Real Cinema di Feltrinelli). Non sarà un film che passerà negli annali della storia del documentario, ma certamente il valore di Comandante travalica la mera sfera cinematografica rimanendo un documento interessante per conoscere Fidel Castro, il Leader Maximo, l'uomo che sognò una forma di comunismo reale di stampo latinoamericano, colui che affascinò un giovane argentino convincendolo a lasciare la borsa da medico per imbracciare un fucile e creare così il mito dei miti contemporanei. © 2005 reVision, Emanuela Liverani |
|