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Colpevole D'OmicidioCity By The Sea - 1h 48'
Regia: Michael Caton Jones Vincent La Marca (Robert De Niro) è un poliziotto che ha attraversato un confine, il confine che divide
la Legge dall'annullamento di quella stessa Legge in un sentimento di umanità che comprende valori altrimenti incomprensibili.
E non potrebbe essere altrimenti, perché suo padre era un assassino, giustiziato per infanticidio e questo ha fatto sì che ogni indagine
assuma per lui un valore differente dai suoi colleghi, quasi fosse un prova per mettere alla prova la corazza che dovrebbe difenderlo
dalle offese di una realtà che nasconde sempre un senso in più, quel senso in più che il poliziotto non è tenuto a vedere e che invece
Vincent La Marca riesce a vedere ed è chiamato a nascondere, a rimuovere.Questo almeno fino a quando suo figlio Joey non è sospettato di omicidio: in quel momento dentro di lui scatta qualcosa, Vincent non sa se rimuovere la corazza che lo difende dalle offese della realtà, sente dentro di sé parlare un uomo diverso, che ha dei sentimenti che lo dovrebbero portare a sentire diversamente, a provare sentimenti inconfessabili nei confronti di suo figlio e nei confronti dell'indagine che sta sta conducendo. E soprattutto a sentire che la Legge deve andare oltre il confine rigido che divide ciò che deve apparire da ciò che parla un linguaggio segreto, che è il richiamo del passato, che è il resistere del ricordo di ciò che è stato e di ciò che si è stati, di ciò che si potrebbe essere ancora. Quel che è più importante, però, è che l'impoverimento della realtà che è alla base di ogni detection veramente o falsamente "razionale" non diventa in questo modo tentativo di mettere da parte il ruolo che si chiamati a giocare, non è privazione della corazza di cui si parlava poco addietro, che nasconde e allo stesso tempo rivela un disagio, quello di non poter sentire fino in fondo le ferite del mondo, il modo incomprensibile per la Legge con il quale il mondo parla al cuore. Vincent La Marca non smette di essere poliziotto nel momento in cui suo figlio parla alla sua identità segreta e non smette soprattutto di saper ascoltare, di leggere oltre i dati più superficiali di una realtà che - per chi sa ascoltare - nasconde una lingua che la Legge non può conoscere. Colpevole D'Omicidio si rivela così un thriller mutante, che attraverso l'identità nomade del protagonista sa parlare al cuore, svelando quel senso in più che alla Legge non è dato conoscere né rivelare, ma solo lasciar presagire, perché chi sa e sa sentire possa percorrere il cammino doloroso che avvicina alla conquista della consapevolezza, alla ricomposizione in unità dell'immagine sconosciuta della propria soggettività. © 2003 reVision, Marco Marinelli |
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