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City Of Angels2h Vagano per la terra ascoltando i pensieri degli uomini di cui osservano e annotano le sensazioni,
abitano "un mondo dietro al mondo" in cui dominano luce ed armonia, non conoscono paura, dolore né fame, godono del dono
dell'immortalità e della conoscenza...
Stiamo parlando degli angeli, di quei misteriosi messaggeri celesti sulla cui immagine e missione il cinema si è variamente
interrogato costruendovi attorno una grande varietà di storie.
Tra le più originali e suggestive vi è senza dubbio quella de Il Cielo Sopra Berlino scritta alla fine degli anni '80
dal regista tedesco Wim Wenders in collaborazione con Peter Handke.Poetica riflessione sull'eterna questione dell'esistenza, Il Cielo Sopra Berlino racconta l'improbabile storia d'amore tra un angelo e una trapezista in una Berlino, quella del dopoguerra, rappresentata attraverso i pensieri della sua gente e immortalata in un gioco sottile di chiari e scuri, di bianco e nero e colore che rendono in maniera suggestiva il punto di vista "celeste". A questo film e ai suoi suggerimenti visivi si rifà dichiaratamente la pellicola City Of Angels, attualmente nelle sale italiane, adattata alla cornice di Los Angeles e alle esigenze di botteghino dalla sceneggiatrice Dana Stevens e diretta dal regista Brad Silberling (Casper). Quanti hanno amato la sottile poesia della pellicola di Wenders e la leggerezza del sequel Così Lontano Così Vicino (e noi siamo fra questi), rimarranno senza alcun dubbio delusi dal suo remake americano, non tanto per le atmosfere reinventate con perizia dalla scenografa Lilly Kilvert (Strange Days) e impreziosite dalla bella fotografia di John Seale (premio Oscar per Il Paziente Inglese), quanto per la banalizzazione che il soggetto di Wenders ha subito. Privilegiando la storia d'amore alla riflessione filosofica, la Stevens ha privato infatti il soggetto originario della sua
poesia, riducendolo a un drammone sentimentale privo di ogni lirismo.
Eppure, nonostante alcune forzature e la riesumazione di vecchi cliché, la love story tra l'inquieto (un po' troppo per i
nostri gusti) angelo Seth-Nicolas Cage e l'iperrazionale chirurgo Maggie-Meg Ryan non risulta poi così sgradevole e questo
grazie alla coinvolgente interpretazione della Ryan, che si conferma unica e vera reginetta della commedia romantica, e al
perfetto connubio tra immagini e musica.
Estremamente evocativo è infatti il tema musicale composto dal premio Oscar Gabriel Yared cui si uniscono i brani di stelle
della musica di ieri e di oggi (Eric Clapton, Sarah McLachlan, Jimi Hendrix, U2, Alanis Morisette, Peter Gabriel, Paula Cole,
Goo Goo Dolls) e immagini che ricordano i quadri di Magritte.Tuttavia nonostante gli sforzi della Ryan e la grazia con cui si fondono immagini e musica City Of Angels non va oltre dall'essere un collage di belle cartoline illustrate sottolineato da un azzeccato commento musicale, dimostrazione questa che per fare un buon film serve ben altro che chiamare un'attrice capace, un bravo direttore della fotografia e un compositore di talento, servono le storie e purtroppo finché si continuerà ad imbastirle pensando a cosa sia commercialmente più efficace le pellicole saranno lungi dal far nascere vere emozioni. Ma non c'è da disperare, perché in Europa e nell'emisfero australe sopravvivono o stanno nascendo autori per cui il cinema è ancora poesia e se il pubblico saprà apprezzarne le opere forse i film torneranno a far sognare oltre che a conciliare il sonno. © 1998 reVision, Maria Stella Taccone |
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