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In Cerca D'Amore

Tumbleweeds - 1h 42'

Regia: Gavin O'Connor



Si sarebbero perse tranquillamente le tracce, di questo film, se l'amata congrega della Academy non avesse tributato a Janet McTeer l'onore di concorrere all'Oscar come migliore attrice protagonista. Costringendo legioni di recensori, dopo l'inevitabile janetmacchè?, a ripescare l' apparizione della sopraddetta nel melò letterario Carrington, e la sua (inaudita o quasi in Italia) performance come voce narrante in Velvet Goldmine. Questo detto, In Cerca D'Amore rivela l'innata fiducia del cinema nelle possibilità terapeutico-lenitive del viaggio, soprattutto se a viaggiare sono due donne. Madre e figlia, Mary Jo e Ava, imbarcate su una vecchia automobile, sbattute da una città all'altra sull'onda delle sbagliate relazioni sentimentali di Mary Jo, che porta ogni storia sino al livello "in cui è assolutamente necessario per lei sparire" (parafrasando C'è Posta Per Te). Ovviamente, la ricerca da parte di Mary Jo dell'uomo giusto non è meno importante del suo rapporto con la figlia, che prende il nome dal ricordo di Ava Gardner.

C'è un senso di libertà, a pervadere il film, il tentativo di descrivere un'esistenza randagia senza prendere posizione in senso morale, e di tracciare una topologia degli interscambi familiari senza appesantire il giudizio. In Cerca D'Amore è soprattutto un film di viaggio, condizione che non termina neppure quando una peregrinazione ha (apparentemente) fine.

Se c'è un merito, nell'attività registica di O' Connor, è quello di tenersi sufficientemente alla larga dagli stereotipi, pur cavalcando situazioni comuni. Odora di commedia, come di cinema indipendente, è sognante quanto erratico, ricco di quadri urbani come di grandi paesaggi. Capace indistintamente di ruotare il selettore narrativo sulla leggerezza degli incroci amorosi, o sulla relativa serietà degli sguardi filiali. È Ava il lato saggio di questa coppia, pronta com'è a filosofeggiare sugli improvvisi sbalzi d'umore di Mary Jo. Allegra e dotata di quel minimo di senso pratico che sembra mancare alla madre. La gente normale non ha nulla di eccezionale, in fondo, se non quel granello di pazzia che, smosso di tanto in tanto, suscita gesti inconsulti. Pellicola apprezzabile, quindi, nella sua linearità, e nel coraggio dimostrato di fronte ad una vicenda foriera delle trappole più rischiose.

© 2000 reVision, Riccardo Ventrella



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