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Una Cena Quasi PerfettaThe Last SupperLavoro d'esordio di Stacy Title, già candidata all'Oscar nella categoria "cortometraggi" con Down On The Waterfront, The Last Supper è una deliziosa black comedy. Cinque studenti liberali dell'Iowa - in Italia sarebbero una sorta di intellettuali di sinistra - invitano ogni domenica sera a cena una persona con cui intrattenersi e discutere piacevolmente, accogliendola con ricchi e gustosi manicaretti. I problemi iniziano quando, casualmente, arriva a cena Bill Paxton, ex-marine filonazista, che mette presto in mostra il suo punto di vista, attribuendo tutti i problemi del mondo ad ebrei, donne e negri. Dopo una animata discussione Bill rimane ucciso. I cinque, dopo lo smarrimento iniziale, decidono di seppellirne il corpo in giardino. A questo punto cosa fanno? Vivono nel rimorso e nell'angoscia? Non riescono più a dormire? No, decidono di continuare con le loro cenette e di invitare i personaggi più radicali dell'estrema destra con un solo scopo: eliminarli. Avvelenano le loro vittime e seppelliscono i corpi nel giardino dove i pomodori possono crescere sempre più belli e gustosi. Ma quando inviteranno Rush Limbaughish (un perfetto Ron Perlman), un misto fra politico e telepredicatore, le cose prenderanno tutta un'altra piega. Gli attori sono tutti molto bravi e ben diretti (in evidenza Cameron Diaz), i dialoghi sono ottimi e l'atmosfera coinvolgente, ma il film non è certo esente da difetti. Dieci morti sono tanti e, per quanto fossero stati in vita antipatici o esaltati, ben presto sembra impossibile che nessuno se ne accorga. Chi infatti è completamente fuori ruolo è Nora Dunn, sceriffo della contea, che continua a vagare per tutto il film alla ricerca di una bambina scomparsa senza accorgersi di tutto il resto, ammirando anzi la felice riuscita della coltivazione di pomodori. Quello che maggiormente dispiace è la caduta di tono verso la metà del film. Se nella prima parte viviamo la storia in un crescendo di emozioni ed è da ammirare come i personaggi dei cinque studenti non cadano mai nello stereotipo, laddove il rischio sarebbe invece stato enorme, ad un certo punto l'invito a cena con relativo omicidio viene un po' a stancare non aggiungendo più nulla a quanto si è già visto. Alla fine, per fortuna, un nuovo fantastico personaggio e dialoghi da antologia fanno si che The last supper sia un film da ricordare e Stacy title una regista da non perdere di vista. © 1996 reVision, Carlo Cimmino |
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