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La PolverieraBure Baruta - 1h 40'Regia: Goran Paskaljevic Drammatico resoconto sulla violenza umana, l'ultimo film di Goran Paskaljevic si è avverato
nei fatti e nella cronaca dei giorni di guerra nei Balcani, polveriera dove basta una piccola fiammella per far esplodere i
rapporti tesi tra le decine di etnie. Sono uomini che non hanno più la forza di frenare gli istinti bestiali. Questi uomini,
spesso abbrutiti, hanno perso ogni legame con la vita, cosicché il valore di ciascuna esistenza è andato perduto. Nella girandola
di caratteri ambientata in una Belgrado prevalentemente notturna, ecco il giovane tassista che va in giro senza patente,
provoca un banale incidente che si trasforma in un pretesto per sfogare profonde frustrazioni, due amici che si rivelano i
segreti più turpi, donne molestate o che hanno smarrito i loro amori, fidanzati e mariti in guerra, ragazzini che seguono la
via del crimine perché è l'unica possibilità di sfuggire alla povertà, e l'emigrante che rientra nel paese natale dopo cinque
anni di lontananza, tenta di riconquistare la donna amata, ma il tempo ha giocato contro di lui e sarà difficile tornare indietro.
La condizione di questi personaggi è quella di chi non ha più alcuna speranza, tutti sono infelici, tutti cercano di vincere
la battaglia quotidiana per la sopravvivenza. E in questa lotta tragica la violenza, le crudeltà, l’odio sono diventati
necessari.
Il pregio maggiore di La Polveriera è lo sguardo cinico sulle vicende dei protagonisti. Non si tratta di invenzioni
grottesche o surreali, è la conclusione di ogni storia che si tinge di assurdo, ma sono situazioni inevitabili, a volte delle
vere e proprie scelte, come quella del suicidio in treno tra due sconosciuti che stringono al petto una bomba a mano. È questa
la parte più dolorosa del film: lo sguardo pessimista del regista che non scorge alcuna possibilità di riscatto. Il male,
l’odio hanno lacerato profondamente e in modo irreparabile l’intera popolazione.Girato con bellissimi primi piani, La Polveriera deve la sua energia espressiva alla gran fisicità degli interpreti, tutti bravissimi, e alla follia lucida che ciascuno di essi sa trasmettere senza trasformarla in enfasi teatrale. © 1999 reVision, Andrea Caramanna |
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