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A Bug's Life

1h 35'

Regia: John Lasseter e Andrew Stanton



Formiche. Ancora formiche, ma questa volta non solo formiche. A Bug's Life (ultima creazione animata della premiata ditta Disney e Pixar) racconta, attraverso l'uso della computer graphic 3 D, quel mondo a parte che si nasconde e prolifera sotto i fili d'erba. Un mondo semplificato, popolato da buoni molto buoni, le formiche, e cattivi molto cattivi, le cavallette. La vicenda raccontata prende spunto dalla favola esopica della formica parsimoniosa e umile lavoratrice e del suo conflittuale rapporto con la cicala godereccia e dissipatrice. Sostituite alla formiche una intera colonia di formiche e alla cicala un gruppo di malintenzionate cavallette ed avrete per sommi capi la trama di A Bug's Life.
Il film descrive le vicende di Flick, unica formica pensante della colonia, che si trova a dover far i conti contemporaneamente con la sua goffaggine e con la minaccia che le cavallette rappresentano per il formicaio. La colonia delle formiche è vittima dell'arroganza di un gruppo di cavallette comandate dal cattivo Hopper. Queste ultime costringono ogni stagione le formiche a pagare loro un tributo in cibo per mantenere lo status quo. Una sorta di visione colonialista dell'universo degli insetti. Dopo aver causato la perdita del tributo annuale dovuto alle cavallette, Flick viene allontanato dal formicaio. La scusa è quella di una missione impossibile alla ricerca di valorosi guerrieri in grado di tener testa alla crescente arroganza di Hopper e dei suoi compari. Flick raggiunge la città degli insetti, una Broadway di latta e scatole di cereali, ed ingaggia un eterogeneo gruppo di insetti da circo credendoli in realtà un manipolo di valorosi guerrieri. Una trama western tipo i Magnifici Sette o Il Cavaliere Della Valle Solitaria che si dipana a pelo d'erba. Della allegra combriccola fanno parte un bruco che è sempre sul punto di diventare farfalla, una coccinella alla ricerca della sua vera identità sessuale, una coppia di svitate pulci trapeziste, una vedova nera rimasta vedova, un insetto stecco, ed una insolita coppia formata da una mantide religiosa e da una vera farfalla. Inseguimento volante finale da action movie e pirotecnico happy ending finale garantiti.

Data la semplicità e linearità della struttura narrativa e mancando qualsiasi riferimento ludico - cinefilo in grado di solleticare il pubblico adulto, ciò che emerge in modo preponderante è il medium. Al contenuto si sostituisce il contenitore. A Bug's Life costituisce così l'esempio più ardito di utilizzo della computer graphic 3 D, ben al di là del recente Z La Formica. Il film è quasi interamente "girato in esterni" in una esplosione costante di colori, atmosfere, fondali e musiche infinitamente vari e stupefacenti. Una fantasmagoria visiva che abbaglia e rapisce l'occhio più che la mente dello spettatore, rendendo vivo il megaminimondo virtuale creato al computer. Un distillato di puro divertimento che si discosta notevolmente dalle problematiche intimiste e cupe di Z La Formica.

Proprio Z La Formica ne costituisce il più naturale complemento. Il film prodotto da Spielberg mira ad un pubblico più adulto mentre A Bug's Life si rivolge ad un pubblico decisamente più giovane. Z La Formica è un film crepuscolare, una sorta di rappresentazione in miniatura del conflitto individuo società, A Bug's Life rappresenta al contrario un mondo corale, una fratellanza tra insetti che sembra volutamente ignorare queste problematiche. Due film opposti ma accessori, due avversari in grado per assurdo di evidenziare l'uno le caratteristiche peculiari dell'altro. A complicare le cose in Z vi era il fatto che la minaccia all'esistenza del formicaio provenisse addirittura dal suo interno. In A Bug's Life la minaccia giunge in maniera chiara da un nemico esterno facilmente individuabile e di conseguenza più "rassicurante". Eppure non manca anche nel film della Disney il tentativo di inserire all'interno di un film chiaramente destinato ai più piccoli una morale "adulta". La parallela e contemporanea presa di coscienza del se a livello individuale, Flick, e a livello di gruppo, il formicaio, viene a costituire l'arma vincente nella lotta contro le cavallette. La coraggiosa opposizione che nel duello finale Flick oppone a Hopper diviene esempio di lotta per tutto il formicaio. Si passa così nel finale da una società di massa fortemente gerarchizzata e dedita alla completa sudditanza ad un (in)stabile equilibrio fra singolo individuo ed istituzioni. Un mutamento celebrato nel passaggio di consegne tra la "vecchia" regina e la giovane principessa Atta.
Se non ammicca quasi mai al pubblico adulto è chiaro che il film della Disney non disdegna assolutamente di strizzare l'occhio al merchandising, al commercio di giocattoli legato alla pellicola. Ecco allora le formiche, e non solo queste, essere vittima di un processo di antropomorfizzazione che le rende fisicamente più vicine alle caratteristiche somatiche degli esseri umani. Un procedimento a puro scopo commerciale che facilita la possibilità di immedesimazione del pubblico dei più piccoli con i protagonisti del film. Icone virtualmente create per essere immediatamente riconoscibili. Piccoli pupazzetti dai colori cangianti pronti ad essere inseriti come allettanti gadgets in un Happy Meal da McDonald. Flick e compagni di avventure sono così destinati a passare in breve tempo dalla libertà dalle cavallette alla schiavitù dell'hamburger.

© 1999 reVision, Fabrizio Pirovano



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