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American Buffalo1h 28' E' un vero peccato che non esista un codice di autoregolamentazione in base al
quale le uscite cinematografiche nel corso dell'anno possano essere legate non solo all'effettiva
possibilità di successo, leggasi guadagno, ma anche alle stagioni, al clima. Se, infatti, a nessun
distributore verrebbe mai in mente di mettere in circolazione un titolo vincente in un periodo
morto, uguale attenzione andrebbe prestata al contenuto del film; esistono lavori molto interessanti
che, però, visti in un particolare contesto perdono tutta la loro efficacia. Ed American Buffalo
è uno di questi: già di per sè non facile, ce lo troviamo proiettato in una calda fine di primavera
mentre fronteggiamo attacchi di sonno per arrivare fino in fondo.
Peccato perchè American Buffalo è un buon film, magistralmente interpretato, che non meriterebbe di venire confinato nello spazio di un pisolino estivo. Sceneggiato da David Mamet dalla sua commedia omonima messa in scena con successo da oltre vent'anni nei teatri di tutto il mondo, per la regia di Michael Corrente, anch'egli di provenienza teatrale, American Buffalo è un film che, in un periodo come quello attuale, potremmo definire minimale, accostabile ad un altro lavoro dello stesso Mamet, il bellissimo Americani diretto da James Foley. Unità di tempo, di luogo e di azione, tre attori, un negozio, la preparazione di un colpo. Nulla di superfluo, tutto ridotto all'essenziale: convenzioni teatrali che hanno poco a che fare con il linguaggio cinematografico e che su grande schermo rischiano di sfociare in un'atmosfera claustrofobica. Il bufalo americano del titolo è quello impresso sul retro di un nichelino che Don, rigattiere e giocatore di poker, ha casualmente venduto a caro prezzo ad un collezionista di monete. Don, però, crede di essere stato truffato, è convinto che avrebbe potuto ricavarne molto di più. Insieme a Bobby, un ragazzo di colore che per lui è come un figlio ed al quale cerca di insegnare i valori della lealtà e della fiducia, progetta di impossessarsi della collezione dell'occasionale cliente. L'irascibile Teach però, venuto a conoscenza del piano, lo persuade a lasciarne fuori il ragazzo. Inizia così un'altalena di sensazioni, disillusioni, tradimenti e bugie fino alla riscoperta finale dei veri valori messi precedentemente in discussione. Ovviamente bravissimi gli attori che riescono a sostenere l'intero film senza alcun cedimento. Accanto a Dustin Hoffman, un Teach perennemente sul punto di esplodere in scatti di violenza, Dennis Franz, noto specialmente nei panni del detective Sipowicz nelle serie televisive Hill Street Giorno e Notte e New York Police Departement, ed il giovane Sean Nelson, già conosciuto dagli addetti ai lavori per il suo ruolo dello spacciatore-bambino in Fresh, selezionato per il festival di Cannes del 1994. © 1997 reVision, Carlo Cimmino |
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