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Briganti

Brigands - 2h 08'



Presentato in concorso alla scorsa mostra veneziana, dove Otar Iosseliani aveva già vinto per due volte il Premio Speciale della Giuria con I Favoriti della Luna nel 1984 e Un Incendio Visto da Lontano nel 1989, Briganti è l'ultima fatica del regista georgiano, francese d'adozione, ancora una volta premiato dalla Giuria.

Tornato a girare dopo lungo tempo nella sua terra d'origine, Iosseliani ci offre qui un ritratto del suo paese attraverso tre diverse storie parallele ambientate in epoche diverse - il medioevo, l'era comunista ed il presente - e popolate dagli stessi personaggi ed interpreti. Le tre vicende si intrecciano continuamente con improvvisi sbalzi temporali, tendendo a mostrarci come in fondo non sia mai cambiato nulla nè in Georgia nè altrove nel corso dei secoli.
Il film inizia con degli spettatori non ben identificabili che assistono alla proiezione di un film che, a sua volta, si chiama Briganti. Il proiezionista, piuttosto confuso, inizia con l'ultimo rullo, ma, prontamante avvertito, rimette tutto a posto. Che non sia colpa sua anche la confusione fra i tre episodi?

Siamo nel medioevo e Vano (Amiran Amiranachvili) è il re di un paese sempre in guerra con i suoi vicini. La regina Eka (Nino Ordjonikidze), però, si consola con il suo amante ed anche l'ostacolo dell'immancabile cintura di castità è ben facilmente aggirato. Rincasato improvvisamente ed accortosi del tradimento, Vano fa giustiziare Eka ed evidenzia su di un libro alcuni strumenti di tortura che torneranno utili ai suoi scopi.

Ritroviamo quello stesso libro in pieno regime comunista, dove ancora una volta i potenti ricorrono alla tortura per indurre a parlare. Vano è ora un borseggiatore che viene convinto dalla rivoluzionaria Eka a combattere al suo fianco per il trionfo della causa. Insieme arriveranno alle più alte vette, ma ci sarà sempre qualcuno pronto a sfruttare un qualche passo falso per prendere il loro posto.

Ora il paese di Vano è divorato da una sanguinosa guerra civile. I cecchini sparano dai tetti, i carri armati circolano ovunque. Stanco di tutto questo, Vano, dopo aver venduto un prezioso tappeto al mercato nero, fugge a Parigi in cerca di una vita migliore. Anche qui incontrerà Eka che però, questa volta, non lo riconoscerà.

Commedia dal forte impatto drammatico, Briganti è forse il film più duro di Iosseliani, di certo quello pervaso maggiormente dalla violenza, anche se da una violenza osservata sempre con il sorriso sulle labbra, come per sdrammatizzarla, per mantenere un barlume di speranza.
Quel che possiamo dire con certezza è che non si tratta di un film di facile fruizione, dove il rischio maggiore è proprio quello di provare la sensazione di essere di fronte ad un puro esercizio cerebrale.

© 1997 reVision, Carlo Cimmino