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Bread And Roses1h 52'
Regia: Ken Loach - "Non è più lui, ti dico" - il metalmeccanico lo biascicò con un misto di rassegnazione e amarezza, mentre apriva la sua gavetta.- "Dai, non essere estremista... le storie che racconta sono sempre importanti", rispose il suo collega. Erano seduti su una panchina dentro la Breda. Sesto San Giovanni, l'ex-Stalingrado d'Italia, dava il meglio di sé con una nebbia da prendere a cucchiaiate e un grigiore da smarrircisi. - "E' come Luther Blisset, Hatley, Wilkins, Ian Rush... te li ricordi, no?" - riprese il primo. "In Inghilterra campioni... poi venivano qua e non ne mettevano dentro uno neanche a piangere! Te lo dico io. Appena si mette a giocare fuori casa diventa un brocco!" - "Mah, secondo me esageri. Loach è sempre un grande... magari meno che in Piovono Pietre o Riff Raff, ma è l'unico vero regista militante che ci resti..." L'altro operaio prese un'aria leggermente offesa, come se l'argomento lo toccasse in un modo tremendamente personale: - "Ma che militante e militante! Una volta prendeva la gente vera, le facce giuste! Adesso, se ne va in America e mette insieme un cast che potrebbe essere quasi quello di una telenovela..." Se questo dialogo non vi è sembrato molto credibile, se non credete che due operai di Sesto San Giovanni possano discutere in pausa pranzo di Ken Loach, probabilmente non crederete neppure a una certa parte di Bread And Roses, il suo ultimo film. Il fatto strano, però, è che a guardarlo sotto il profilo della sceneggiatura e della regia, Bread And Roses non è poi radicalmente diverso dai grandi film che Loach ha realizzato in Inghilterra. Non è, cioè, un problema di struttura della storia (sceneggiata con piglio professionale), né di spessore di ciò che si racconta (beh, una rivolta di pulitori in una metropoli americana d'oggi non è proprio come la guerra di Spagna, ma comunque non è male), né, alla fine, è un problema di regia. Loach continua ad usare la cinepresa alla sua maniera, riprendendo i suoi attori da lontano, rifuggendo le focali corte, nascondendosi per scovare la vita vera, o l'imitazione che le si avvicini di più. Ma ciò che manca, come dice uno dei nostri metalmeccanici, sono il grigiore degli ambienti e le facce dei proletari d'oltremanica. Per carità, Adrien Brody (il punk di Summer Of Sam di Spike Lee, per intenderci) è bravo e ha un gran bella faccia, ma quelle dei protagonisti di Ladybird Ladybird o Piovono Pietre erano tutta un'altra cosa. E' una notazione banale, è un modo anche antipatico di trattare un film giusto e nobile come Bread And Roses. Ma il fatto è che Kenneth Loach (che resta un grande, beninteso), ci ha trattati troppo bene. E che quindi possiamo anche permetterci di fare i raffinati e di storcere il naso dicendo che i suoi film inglesi erano migliori, e lo erano davvero. Ma Bread And Roses è comunque meglio, per la forza delle cose che racconta, di buona parte del cinema che ha intorno. © 2000 reVision, Fabrizio Bozzetti |
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