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The Boxer

1h 54'



La prima impressione potrebbe essere quella di trovarsi di fronte ad una scena di Toro Scatenato, ma quell'uomo che si allena alle prime ore del mattino boxando contro la propria ombra non è Jack La Motta, il suo nome è Danny e la sua palestra è la prigione: trentadue anni, quattordici dei quali vissuti in cella. Giovane promessa del pugilato, attivista dell'I.R.A., ma, prima di tutto, un uomo, con le sue certezze, le sue debolezze, i suoi sentimenti, e The Boxer è proprio questo, un film sulla boxe, sulla questione nord-irlandese, una romantica e sofferta storia d'amore, un film che, dopo il successo di Nel Nome Del Padre e la parentesi a ruoli invertiti di Una Scelta D'Amore, vede ancora una volta insieme Jim Sheridan e Terry George, regista e sceneggiatore. Il loro, però, non è più lo sguardo apertamente schierato di chi si pone al fianco dei combattenti di Belfast nella battaglia per la liberazione delle terre occupate: l'analisi qui si fa introspettiva ed è proprio l'I.R.A. ad essere scandagliata dal suo interno, fra rigidi principi ed eterne contraddizioni; l'Inghilterra è lì, con il suo esercito ed i metodi insinuanti, più o meno subdoli, utilizzati per cercare di conquistare le simpatie della popolazione, ma sempre sullo sfondo, quasi irrilevante per gli autori, visibile solo attraverso gli occhi, talvolta lucidi, spesso accecati dall'odio, di chi lotta per la propria libertà.

The Boxer è la storia di un uomo che ha sacrificato quattordici anni della propria vita in nome di una causa che sente non appartenergli più, senza nulla pretendere, ma allontanandosi sempre più dai vecchi compagni di lotta. Ora Danny, inevitabilmente visto se non come un traditore come un indesiderato, è uscito dal carcere e le uniche cose nelle quali ancora crede sono la boxe, le sue regole e l'amore per Maggie, la ragazza con cui stava insieme tanti anni prima ed il cui ricordo gli ha permesso di superare i momenti più difficili. Maggie, figlia di uno dei leader del movimento, ha però nel frattempo sposato il migliore amico di Danny, un soldato dell'I.R.A. ora rinchiuso nelle prigioni britanniche, e, anche se il loro matrimonio non ha mai funzionato, le regole non scritte dell'esercito rivoluzionario parlano chiaro, obbligando le mogli dei prigionieri politici ad un comportamento esemplare. Principi duri, disciplina ferrea, valori incontestabili che anche un pugile salito sul ring senza voler prendere posizione può finire per offuscare.

The Boxer è la storia di una nazione ferita che soffre da troppo tempo, di ragazzi cresciuti nella violenza, di estremisti che su quella stessa violenza hanno posto le basi di ogni possibile relazione con la parte avversa, di speranze soffocate e di dialoghi osteggiati. The Boxer è il film di un regista che riesce a penetrare nel più profondo dell'animo umano attraverso un racconto di ideali sportivi e di amori contrastati, di ferme azioni al maschile e di sacrifici al femminile. Ed accanto a Jim Sheridan non poteva di certo mancare Daniel Day-Lewis, presenza ormai costante nei film del regista, già vincitore di un premio Oscar con Il Mio Piede Sinistro, ancora una volta in un'interpretazione sentita e profonda, affiancato nell'occasione dalla sempre brava Emily Watson che ricorderete come la tenera ed ingenua Bess di Le Onde Del Destino. Molto bella poi, come già era stato per Nel Nome Del Padre, la colonna sonora, opera anche questa volta dell'ex Virgin Prunes Gavin Friday e di Maurice Seezer.

© 1998 reVision, Carlo Cimmino



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