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In Barca A Vela Contromano



Arriva sugli schermi In Barca a Vela Contromano, opera seconda del regista Stefano Reali. Il film trae spunto dalla commedia teatrale Operazione scritta dallo stesso Reali nel 1988 e rappresentata con successo in Italia e all'estero. E' la storia di Massimo (Valerio Mastandrea), giovane medico disoccupato, che in cambio di un posto in ospedale accetta di fare l'infiltrato per conto della Direzione Sanitaria nel reparto ortopedia, dove deve smascherare i responsabili di un mercato nero di posti letto. Il giovane viene pertanto ricoverarato per un fittizio intervento ai legamenti e messo in camera con il presunto organizzatore della truffa, Luigi (Antonio Catania), allettato 'd'antan' e istituzione del reparto. L'ingenuo Massimo, creduto uno dei tanti pazienti privilegiati, viene prontamente introdotto da Luigi ai rischi del ricovero nella struttura pubblica e scoraggiato ad affrontare l'intervento. A sostenere le teorie di Luigi sono anche un burbero infermiere (Maurizio Mattioli) e la procace caposala del reparto ortopedia, Wanda (Emanuela Rossi). L'intento dei tre è quello di indurre il giovane a rinunciare all'operazione per poter 'rivendere' il suo posto letto ad uno dei tanti pazienti in lista d'attesa e più bisognosi di cure. Ma il gesto non fa altro che aiutare Massimo a venire a capo dell'inghippo. Tuttavia, quando gli si presenta l'occasione di incastrare i tre 'venditori di letti', qualcosa interviene a frenarlo... forse la consapevolezza che la verità e la giustizia sono concetti relativi che vanno ricercati al di là delle apparenze.

Scritto e diretto con cura meticolosa dallo stesso regista, in collaborazione creativa con Ennio Coltorti e Diego Abatantuono, In Barca a Vela Contromano si presenta come una commedia divertente dal retrogusto amaro. Potremmo dire che è un po' come una caramella alle erbe: un guscio dolce che avvolge un ripieno amarognolo. Il risultato è dunque una pellicola che oltre a divertire lascia spazio per la riflessione. Straordinario per verità e affiatamento il cast: dal giovane Valerio Mastandrea, di grande efficacia nell'esternare i moti dell'animo del suo personaggio, al bravissimo Antonio Catania, strepitoso nel creare una figura d'handicappato libera da pietismi e da intenzioni macchiettistiche, dall'esilarante Maurizio Mattioli alla 'bella scoperta' Emanuela Rossi (attrice di teatro e 'voce' di Debra Winger e Michelle Pfeiffer), a Davide Bechini, splendido cattivo, per continuare poi con Fabio Vannozzi, Raffaele Vannoli, Manrico Gammarota, Gesualdo Reali, Pierfrancesco Favino, Ugo Conti ed Enrico Brignano che con piccoli ruoli ben disegnati arricchiscono la pellicola di note di colore. Un film, dunque, In Barca a Vela Contromano, intelligentemente divertente.




Incontro con Stefano Reali



"Era il 1988", ha raccontato il regista Stefano Reali in occasione della presentazione del suo secondo lungometraggio, In Barca a Vela Contromano," quando decisi di farmi operare ad un ginocchio malandato che mi portavo avanti da anni e che non mi permetteva più di giocare a pallone. Pagando come tutti quella follia che è la tassa sulla salute, la cosa più ovvia mi sembrò andare ad operarmi in un ospedale pubblico e così feci. Operazione a parte, il soggiorno in ospedale mi fece toccare con mano quali traversie devono affrontare i pazienti, in prevalenza anziani (e questo è ancor più sconcertante), per ottenere il ricovero ed incontrare un tizio che dei meccanismi ospedalieri sembrava sapere i più riposti segreti: dalle negligenze della classe medica al mercato dei posti letto. Non so se costui fosse implicato in tali traffici, ma la sua preparazione sull'argomento mi indusse a pensarlo. Comunque sia da questo incontro mi venne l'idea per una commedia a sfondo ospedaliero, Operazione, da cui poi ho tratto spunto per In Barca a Vela Contromano".
-Tra la commedia ed il film intercorrono però alcuni anni, come mai?
"In realtà era da tempo che avevo intenzione di trarre un film da quella commedia, ma non ho trovato subito la situazione produttiva che mi permettesse di farlo".
-Vuol dire che non c'era sufficiente interesse per la sua storia?
"Non è proprio così, l'interesse c'era, ma per una storia che non era quella che io volevo raccontare. I produttori con i quali ero venuto in contatto allora avevano interesse a trasformare Operazione in un film di denuncia sulla malasanità o in una commedia stile Vacanze in Corsia. Non interessandomi nessuna delle due soluzioni ho lasciato perdere. Poi ho incontrato Maurizio Totti che con la sua Colorado Film ha accettato di produrre il mio film così come io l'avevo pensato e il film si è fatto".
-Lei tiene a sottolineare che In Barca a Vela Contromano non è un film sulla malasanità bensì 'una commedia sull'importanza della lealtà nei rapporti umani'...
"Esattamente, perché non è tanto importante il contesto in cui la vicenda si svolge, quanto piuttosto la vicenda in sé. La storia d'amicizia che ho voluto raccontare non sarebbe infatti cambiata di molto se fosse stata ambientata in una cornice diversa".
-Quali scelte stilistiche ha operato?
"Ho operato tutte le scelte che mi aiutavano a conferire verità al racconto, come girare in una vera corsia d'ospedale, con tutti i vantaggi e gli svantaggi che questo comporta".
-Si ritiene soddisfatto del lavoro svolto?
"Be', se mi sta chiedendo se ritengo o meno che In Barca a Vela Contromano sia un buon film, le posso solo rispondere che non lo so. Con certezza posso dire che è un film vero. Spero sia anche divertente".

© 1997 reVision, Maria Stella Taccone



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