Copertina | Cinema | Home Video | Colonne Sonore | L'Archivio | CineLinks | Scriveteci



Bandits

2h 02'

Regia: Barry Levinson



Joe e Terry (Bruce Willis e Billy Bob Thornton) sono “I banditi della mezzanotte”. Il loro stile è semplice e pulito: prendono in ostaggio il direttore di una banca con la sua famiglia, cenano e pernottano a casa sua, poi la mattina presto lo accompagnano al lavoro, per svuotare le casseforti prima che giungano gli impiegati. Uno schema perfetto. Finché non si imbattono in Kate (Cate Blanchett), casalinga affamata di sensazioni forti...
L’ultimo filmetto con rapine, travestimenti, triangolo sessuale e abbondanti prestiti da La Stangata e Butch Cassidy era stato Per Amore… Dei Soldi (dove però la presenza di Paul Newman riusciva a mascherare ogni furto da autocitazione). Ma nonostante il “già visto”, Bandits vola via spedito e divertente per buona parte del primo tempo, grazie anche a due sottili (seppur abusati) preziosismi di montaggio: il classico flash-forward di partenza, puntualmente ribaltato dal finale a sorpresa (vedi Casinò, che trasformava questo giochetto in Arte); e l’intervista che Joe e Terry concedono a un giornalista televisivo, distribuita in brevissimi frammenti lungo l’intero film (una struttura anni ’70, il cui esempio più famoso risale a Non Si Uccidono Così Anche I Cavalli? di Pollack). Poi, a metà strada, tra una parrucca e l’altra, anche il film prova a camuffarsi da commedia sentimentale. Ma è un trucco che non inganna nessuno.

Tra le tante battute snocciolate dal paranoico Terry, ce n’è una rivelatrice: “Sai perché essere intelligenti è brutto? Perché sai sempre quello che sta per accadere.” La differenza tra un film americano come Bandits e uno europeo come Un Perfetto Criminale (altra commediola di ladri in famiglia) è tutta qui: il rispetto dell’intelligenza del pubblico. Nel film di Thaddeus O’Sullivan, il fatto che Kevin Spacey viva felicemente con due donne (sorelle!) e abbia avuto figli da entrambe è una situazione solare e pacifica che viene data per scontata dall’inizio (è uno dei pochi pregi della trama), senza scrupoli accessori e arrovellamenti da coccodrillo. In Bandits, invece, l’allineatissimo Barry Levinson si vede costretto a dilapidare tutti i primi venti minuti del secondo tempo (con fragoroso crollo della struttura narrativa), per giustificare il fatto che Cate Blanchett vada a letto con entrambi i protagonisti, come se si trattasse di chissà quale oscena perversione.
È triste ammetterlo: possono aumentare i nudi, le scene di sesso, i turpiloqui, la violenza, il sangue… possono crollare i tabù meramente “visivi” e “sonori”, ma mai quelli mentali. E da Jules e Jim a oggi, l’intangibile moralismo di tanto cinema medio (che vi mostrerà sempre tutto ciò che vorrete, ma solo dopo essersi pentito in anticipo) non è ancora arretrato di un passo.

© 2001 reVision, Dante Albanesi



torna all'inizio




Copertina | Cinema | Home Video | Colonne Sonore | L'Archivio | CineLinks | Scriveteci