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La Baia Di EvaEve's Bayou - 1h 49' "La verità cambia colore a seconda della luce": è questa la frase chiave del film La Baia Di
Eva della regista esordiente Kasi Lemmons. E' la storia di Eve, una bimbetta creola di dieci anni dal viso paffuto e dalla
spiccata sensibilità. Eve è l'inquieta secondogenita di una famiglia benestante del sud degli Stati Uniti. Suo padre, Louis
Batiste (Samuel L. Jackson), è un affermato medico, sua madre, Roz (Lynn Whitfield), una donna affascinante e di sani principi,
poi c'è la tormentata e un po' strana zia Mozelle (Debbi Morgan)... E' da quest'ultima che Eve eredita un potere particolare,
quello di "vedere oltre le cose". E sarà proprio quello che zia e nipote vedranno a determinare il destino dei loro cari...
Nel raccontarci la storia di questa famiglia creola del sud, Kasi Lemmons privilegia sentimenti come l'amore, la paura, la solitudine all'appartenenza dei personaggi ad una specifica etnia, tramutando quello che in apparenza poteva sembrare uno dei tanti film afro-americani per afro-americani in un emozionante dramma universale alla Tennessee Williams. La Lemmons non rinuncia comunque del tutto al sapore creolo della vicenda, inserendovi riti e ritmi tipici dei paesi del sud. Anche la scelta di riprendere tutto a tinte forti e calde indica la volontà della regista di creare atmosfere che restituiscano il magico folklore della Louisiana, atmosfere cui dà un notevole apporto l'emozionante colonna sonora composta dal trombettista jazz Terence Blanchard. Ottime le interpretazioni degli attori: profondamente umano Samuel L. Jackson (Pulp Fiction), struggente Debbi Morgan, strepitosa la piccola Jurnee Smollett che, sebbene sia alla sua prima prova cinematografica, si muove con la padronanza di una consumata attrice. Un film, La Baia Di Eva, che parla di sentimenti senza cadere negli eccessi del melò. Incontro con Kasi Lemmons Capelli pettinati a piccole trecce, visetto rotondo, grandi occhi nocciola e un incantevole
sorriso, così ci è apparsa la trentaquatrenne regista Kasi Lemmons quando l'abbiamo incontrata a Roma. Originaria di Saint Louis,
studi fotografici e un'avviata carriera d'attrice (Il Silenzio Degli Innocenti, Senza Tregua, Drop Squad),
Kasi Lemmons è autrice e regista del toccante dramma familiare che ha commosso il pubblico americano di colore e non, La
Baia Di Eva. Ce ne ha parlato in questa breve intervista.
-Kasi, come nasce La Baia Di Eva? "Nasce da una serie di racconti che ho scritto diversi anni fa e che si rifanno alla cultura creola". -Lo spunto è autobiografico? "No, è un'opera di pura fantasia, anche se non posso negare vi confluisca qualche ricordo di quando ero bambina". -Quanto c'è di lei nel personaggio di Eve? "C'è molto di me in Eve, anche se credo di somigliare di più a Mozelle per il suo interrogarsi sulle questioni della vita". -Quali difficoltà trova oggi un film "all-black" in America? "Sicuramente rispetto al passato le cose sono molto migliorate, tuttavia permane negli Stati Uniti una certa diffidenza verso i film diretti e interpretati da afro-americani. E' difficile per molti produttori pensare che questi film possano avere una qualche attrattiva per un pubblico non afro-americano. In parte questa considerazione scaturisce dal fiorire di un certo cinema di colore, un cinema che tocca solo temi che interessano gli afro-americani. E' importante quindi che per guadagnare un pubblico più vasto i cineasti di colore raccontino storie di respiro universale ed è proprio questo ciò che ho cercato di fare con La Baia Di Eva". -Secondo lei quale film si aggiudicherà l'Oscar quest'anno? "Sono sicura che lo vincerà Titanic di James Cameron, un film che ha portato il cinema ad un altro livello, un livello estremamente sofisticato". -Conosce qualche regista italiano? "Conosco e apprezzo Fellini, quanto ad altri registi, mi spiace, non sono preparata". -Quali registe godono della sua stima? "Apprezzo molto Jodie Foster, una regista di grande intelligenza e sensibilità, e Penny Marshall, una sempre pronta a rimettersi in gioco, a cimentarsi in cose nuove". © 1998 reVision, Maria Stella Taccone |
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