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Baciate Chi Vi PareEmbrassez Qui Vous Voudrez - 1h 43'
Regia: Michel Blanc Baciate Chi Vi Pare è un film basato sugli attori. D'altronde Blanc stesso è soprattutto attore (lo ricordiamo tra l'altro ne
Il Mostro di Benigni e in Pret-a-Porter di Altman), e lo dimostra in questo superficiale ritratto di coppie insoddisfatte dove l'Attore ha tutto il tempo e
lo spazio per esibirsi a scapito della storia e dei personaggi che la creano.Gruppo di attori in interni. Uomini e donne si muovono in molti ambienti: case, roulotte, ospedali, alberghi; mura entro cui le storie si chiudono per non aprirsi nemmeno in altri ambienti, quelli dei luoghi di villeggiatura, in genere sinonimo di spazio appropriato per fare nuovi incontri, attuare nuove esperienze. Qui il gruppo si muove per percorsi abitudinari, quindi già stabiliti, anche nell'altrove vacanziero, e come accade in tali circostanze lo spostamento è solo fisico e non sortisce nessun cambiamento (perciò la differenza tra vacanza e viaggio). La cristallizzazione degli atti ipocriti o semplicemente menzogneri dei personaggi si perpetua senza alcun interesse allo sviluppo, per questo il concetto di "baciate chi vi pare" o di battute che rimandano ad una visione circostanziale della liberazione sentimentale-erotica (tipo "vorrei avere un orgasmo maschile" e la contro-dichiarazione "io vorrei avere un orgasmo") lasciano perplessi, se non altro perché avere attrici come ad esempio Carole Bouquet e Charlotte Rampling è una possibilità da sfruttare per ottenere dei personaggi a tutto tondo. Tratto da "Summer Things" di Joseph Connoly, il film è l'ultimo grande successo del cinema francese, negli ultimi anni abituato a esportare campioni d'incassi i quali
divengono eventi anche oltralpe, eventi che spesso si sgonfiano in commedie ricche di gag, di frizzanti dialoghi forieri di atti libertini ed eccentrici, insomma divertissement
che a volte raggiungono o vorrebbero raggiungere la gloria (il caso peraltro di altro livello Amelie che si scontrò agli Oscar con un solidissimo
seppure diverso No Man's Land). Altro dalla produzione realmente interessante del cinema francofono (per inciso è in uscita l'ultimo Guediguian),
queste commedie divertono, incuriosiscono, esportano il sense of humor autoctono così apprezzato anche qui da noi (orfani dei nostri maggiori risultati in proposito).Suddiviso in parti ognuna dedicata a personaggi e coppie diverse, il film di Blanc s'esprime per episodi, si articola di piccoli tasselli messi insieme da una colla di scarsa qualità, un insieme che si sfalda in tanti pezzi che non riescono a trovare unità neanche a conclusione delle avventure amorose, producendo personaggi troppo riconducibili a tipi funzionali a sé ma non alla storia che li dovrebbe accomunare. Il risultato è una raccolta di particolari, una somma di elementi indipendenti. E' già capitato in queste pagine virtuali di costatare quanto troppo spesso le commedie siano fraintese da noncuranti della loro complessità di realizzazione, quanto ridere o sorridere sia una delle operazioni più difficili da raggiungere, quanto la leggerezza insita nello schema di regole del genere sia solo la parte più evidente della lettura complessiva (pensiamo all'ultimo Woody Allen, soddisfacente come un bicchiere d'acqua per un assetato). © 2002 reVision, Emanuela Liverani |
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