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L'Avvocato Del Diavolo

The Devil's Advocate - 2h 23'



Lo diceva anche il buon James Spader in Sesso, Bugie E Videotape, al primo posto nell'ordine degli esseri umani più infimi ci sono gli avvocati e, a quanto pare, anche il diavolo, Satana, Lucifero, l'angelo prediletto scaraventato agli inferi, o comunque lo si voglia chiamare, la pensa allo stesso modo. Ambizioso, arrivista, assetato di gloria e successo, specialmente in un mondo come quello statunitense dove proprio questi sono i valori inculcati nel maschio medio, l'avvocato penalista, moderno Faust senza apparente possibilità di redenzione, è il più fertile dei terreni ove un suadente demonio può procacciare la vendita delle anime. Ed è su questi presupposti che il regista Taylor Hackford e lo sceneggiatore Tony Gilroy, già insieme ne L'Ultima Eclissi, hanno dato vita a L'Avvocato Del Diavolo, film dagli indubbi risvolti drammatici, che procede, avendone del resto tutto il tempo con i suoi 243 minuti, attingendo a piene mani dai generi più disparati, dal thriller all'horror, con, perchè no, un pizzico di commedia e di erotismo.

Kevin Lomax (Keanu Reeves) è un avvocato di provincia da sempre baciato dalla fortuna: bello, carismatico, una moglie da soap opera (l'ex modella sudafricana Charlize Theron che aveva già debuttato nell'indipendente Due Giorni Senza Respiro), non ha mai perso una causa, neanche quando l'evidente colpevolezza dell'accusato o i tormenti della propria coscienza lo avrebbero dissuaso dal procedere. Niente di strano, quindi, nella principesca offerta giunta da un prestigioso studio di New York: recarsi con la bella Mary Ann nella "Grande Mela" per selezionare i membri di una giuria, completamente spesati, un appartamento da sogno ed un assegno da capogiro. Ma Kevin è davvero così bravo? O c'è piuttosto qualcosa di poco chiaro dietro a tutto ciò?
Anche a New York la vita scorre felice, fra successi e soldi, montagne di soldi. Kevin conosce John Milton (Al Pacino), il socio fondatore dello studio legale, che lo convince a rimanere in città e lo introduce nel ristretto gruppo di eletti. Il sogno americano è stato ancora una volta realizzato, ma, mentre Kevin si lascia irretire dal miraggio del potere e di risultati sempre più eclatanti, dal fascino della seduzione di belle donne e dall'ambigua figura dello stesso Milton, Mary Ann comincia a sentirsi sola, abbandonata, inutile, spaesata, finchè improvvise visioni dalle sembianze disumane, morti inspiegabili ed un continuo ondeggiare fra reale ed irreale la condurranno alla follia, ponendo, al tempo stesso, Kevin Lomax di fronte alla scelta per lui decisiva.

Piacevole nonostante l'abbondanza di luoghi comuni, scorrevole nonostante la durata, L'Avvocato Del Diavolo è il classico prodotto d'oltreoceano che rasenta la "perfezione", un film basato sui due attori principali e sulla torbida atmosfera di cui è impregnato, nel quale, in verità, non succede praticamente nulla per oltre due ore, che si rivelano di pura e semplice preparazione per lo strepitoso quarto d'ora finale, con le forze degli inferi finalmente rivelatesi, fra suggestivi discorsi sui desideri dell'uomo ed il libero arbitrio e vagheggiamenti della venuta dell'anticristo. E se non può di certo stupire la magnetica interpretazione di un ottimo Al Pacino, perfetto in panni demoniaci che forse solo lui e Jack Nicholson riescono oggi a portare con tanta naturalezza, è invece con piacere che ritroviamo un Keanu Reeves in stato di grazia, riappropriatosi dell'estatica bellezza che ne L'Ultima Volta Che Mi Sono Suicidato sembrava ormai sfiorita. Ma L'Avvocato Del Diavolo è anche un incantevole altalenarsi di luci e di ombre, un accentuato incupirsi di toni e materia man mano che ci si avvicina alle fiamme dell'inferno, con meriti di non poco conto da attribuire allo scenografo Bruno Rubeo (dagli irreali interni dell'appartamento di Milton nella piccola torre che affaccia su Central Park, allo spettacolare giardino d'acqua sulla sommità del grattacielo della Milton, Chadwick, Waters). Peccato solo per l'uso, sia pure limitato, di effetti speciali di morphing che aggiungono un tocco di horror del tutto gratuito e per la caratterizzazione non felice di alcuni personaggi, primi fra tutti Mary Ann Lomax, ridotta ad una inespressiva patata pronta a ridere o piangere a comando, e la signora Lomax, la madre di Kevin, una donna timorata di Dio, custode di oscuri segreti, la cui ostinazione a non rivelarli la rende inintelligibile ai più o, per meglio dire, dato il tragico contesto familiare, assolutamente superflua.

© 1997 reVision, Carlo Cimmino