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The Avengers

1h 28'



Uno dei film più brutti della stagione. Affermazione che, la precisazione è d'obbligo, formulo solamente perché non ho visto tutti i film usciti quest'anno. Alcune critiche americane hanno parlato di abomination, che non c'è bisogno neanche di tradurre in italiano. Tratto dalla famosa serie degli anni sessanta ideata da Sydney Newman, The Avengers, letteralmente i vendicatori, è il pasticcio più eclatante che vi possa capitare di vedere sullo schermo. Un pot-pourri dei più triti stereotipi di tutte le spy story alla James Bond. Il presunto humour inglese dei protagonisti è qualcosa di raccapricciante. The Avengers è già un mirabile trash, ma in un senso ancora più drammatico e triste, poiché dichiara di essere la copia di un modello, la serie originale TV, ed il suo fallimento non alimenta nello spettatore la semplice commiserazione per cast tecnico ed artistico. Infatti il mistero principale è capire come il regista non abbia abdicato alla direzione del film che poteva così diventare uno dei tanti Alan Smithee (sebbene in questi ultimi tempi sia di gran moda recuperarli). L'insipienza dell'operazione va dunque divisa tra le parti.

Cominciamo dai due protagonisti. Ralph Fiennes nel ruolo dell'agente speciale John Steed che fu di Patrick Macnee fa semplicemente piangere, essendo del tutto incapace di muoversi à la Bond, o quantomento, per usare un termine anglosassone, di essere cool. La sua espressione distaccata da pesce lesso è semmai venata di romanticismo, del tutto fuori luogo in questo caso. Quanto ad Uma Thurman nei panni della sexy scienziata Emma Peel, ruolo che era interpretato da Diana Rigg, qualcuno le ha detto che non siamo in un Batman film? E che la Catwoman non vale per dieci film di fila?... troppo facile altrimenti. Sean Connery nel ruolo di August De Wynter gigioneggia come ci si aspetterebbe, ma il suo personaggio appare così démodé, che era meglio farne direttamente un fumetto e sarebbe sembrato tutto più spontaneo.
Non chiedetemi di aggiungere altro, perché a nessuno piace infierire e girare il coltello nella piaga. Un'ultima amenità potrebbe venire dal fatto che il protagonista della vecchia serie TV, Patrick Macnee, interpreta nel film una parte: si tratta dell'uomo invisibile, agente segreto responsabile degli archivi. Evidentemente Macnee ha preferito non farsi vedere. Per noi italiani non rimane neanche la voce che è stata come di consueto doppiata.
Cari Checik, Connery, Thurman, Fiennes e MacPherson (lo sceneggiatore del film) - citiamo solo voi quali responsabili - ci vediamo alla prossima...

© 1998 reVision, Andrea Caramanna



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