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Fuochi D'Artificio1h 40' Il toscano dalle uova d'oro scoperto da Rita Rusic, Leonardo Pieraccioni, dopo l'incredibile
successo de Il Ciclone, campione d'incassi della scorsa stagione cinematografica, torna sugli schermi (ben 600, un
record storico) con un nuovo film: Fuochi D'Artificio.Scritto come i precedenti (I Laureati e Il Ciclone) insieme a Giovanni Veronesi, "in tempi non sospetti", ci tiene a precisare l'attore/regista che all'epoca stava ancora montando Il Ciclone, Fuochi D'Artificio racconta la storia del trentenne Ottone, dog-sitter e socio minoritario della ditta "Il cane... dal bau alla zeta", che, durante una vacanza su uno sperduto isolotto delle Maldive, incontra uno psichiatra italiano cui racconta le proprie vicende sentimentali nella speranza che questi gli spieghi cosa lo ha spinto a fare delle scelte piuttosto di altre. Ecco quindi Ottone/Pieraccioni in lunghi flashback ricostruire per filo e per segno il suo rapporto con le donne... La prima è Barbarina (Barbara Enrichi), amica del cuore e confidente di Ottone fin dal liceo, sempre pronta ad aiutarlo e a soccorrrerlo nei momenti difficili. E' lei ad ospitarlo nell'appartamento in cui vive con il fidanzato, un rude omone romano detto "il Patata" (l'esordiente Roberto Brunetti), quando, dopo aver rotto con l'ultima fidanzata, si trova senza un tetto. Poi c'è Lorenza (Claudia Gerini), l'affascinante e autoritaria socia in affari, Demiù (Mandala Tyde), la ragazza del piano di sopra, sempre pronta ad accoglierlo in casa sua a vedere la tv quando Barbarina e "il Patata" si lasciano un po' troppo trascinare dalla passione, ed infine Luna (Vanessa Lorenzo), giovane e bellissima donna dell'alta borghesia che col suo fascino gli fa letteralmente perdere la testa. Quale tra queste è la donna giusta per Ottone? E quale sceglierà lui? Pieraccioni non lo svela fino alla fine, nel frattempo si diverte a creare situazioni comiche per il suo protagonista e per l'eccentrico amico di questi, il "fulminato" Germano (Massimo Ceccherini), timido innamorato dell'austera Lorenza. Il tutto avviene sulle note di "musichine" orecchiabili tra cui 'Bella' di Jovanotti, 'Affacciati alla finestra' sempre di Jovanotti ma nella buffa interpretazione di Bud Spencer che appare nel film in un cammeo, e 'Una canzone per te' di Vasco Rossi. Immancabili poi sono i ritmi latini: erede del flamenco de Il Ciclone è la salsa che l'attore balla spiritosamente con Mandala Tyde in una delle scene più riuscite del film. Ma non è solo dal punto di vista musicale che Fuochi D'Artificio prende le distanze da Il Ciclone... Fuochi D'Artificio rispetto a quest'ultimo è infatti più garbato e leggero e meno incline alla battuta salace, anche se non si può certo dire che quella di Fuochi D'Artificio sia una comicità raffinata, suggerita: Pieraccioni, come sempre, va dritto al sodo, perché sa che così inevitabilmente scatta la risata. Pur non apprezzando la commedia "ruspante" del regista toscano e trovandoci in difficoltà a ridere a battute spesso sciocche, riconosciamo a Pieraccioni di avere fatto in Fuochi D'Artificio un passo avanti rispetto ai film precedenti. La regia, ad esempio, è qui meno elementare e confusa. La messa a fuoco è migliorata: niente più distese di girasoli sfocati, anche se resta qualche "nebbiolina" qua e là. La struttura del racconto poi appare più solida, ma solo nella prima parte, perché poi Pieraccioni si lascia prendere la mano dall'entusiasmo e procede a briglia sciolta per dove... solo lui lo sa. Insomma l'impressione che noi abbiamo avuto dell'opera terza del regista toscano più amato dagli italiani è quella di un film così lieve da essere fatuo, la cui unica forza è nei volti solari o lunari, a seconda dei casi, delle attrici e in una colonna sonora estremamente accattivante. Leggero e senza troppe pretese, Fuochi D'Artificio è un film per quanti al cinema non vogliono emozionarsi, piangere e tanto meno pensare. © 1997 reVision, Maria Stella Taccone |
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