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Armageddon2h 30' Se si fosse trattato di due canzoni accomunate da un'identica sequenza di note si sarebbe già gridato allo scandalo, al plagio, magari affidandosi all'ambiguo risultato di un'azione legale per sciogliere dubbi e controversie spesso alimentati più da interessi puramente economici che dalla difesa di un diritto d'autore difficilmente dimostrabile. E se si dovesse invece parlare di pure coincidenze, del casuale manifestarsi di un uguale motivo ispiratore, probabilmente legato al verificarsi di un qualsivoglia fattore esterno? Prendiamo due film usciti ultimamente nelle nostre sale, il primo sul finire della scorsa stagione cinematografica, il secondo in questi giorni: Deep Impact e Armageddon. E' un fatto certo che illustri astronomi ritengano che 99 asteroidi orbitanti attorno al Sole siano abbastanza grandi e vicini da rappresentare una vera minaccia per il pianeta Terra e che un "killer globale", questo il nome dato ad un asteroide in grado di distruggere il nostro pianeta, abbia attraversato, appena quattro anni fa, lo spazio compreso fra la Terra e la Luna. E' un fatto altrettanto certo che i due film, per quanto diversi fra loro, raccontino inequivocabilmente la stessa storia: un gigantesco asteroide è in rotta di collisione con la Terra, le autorità cercano, per quanto possibile, di tenere all'oscuro i media e, nel frattempo, si preparano ad inviare uno shuttle nello spazio con il compito di far esplodere un ordigno nucleare sulla superficie dell'asteroide e, così, deviarne il percorso. Ma se Deep Impact, dietro all'incombente catastrofe ed alle gigantesche ma sfacciatamente fasulle onde oceaniche, finiva per ridursi ad una ingenua commedia adolescenziale, Armageddon (il giudizio finale, come da sottotitolo della distribuzione italiana, annunciato dal libro dell'Apocalisse) punta tutto sull'azione e sugli effetti speciali, senza però sottovalutare l'indispensabile e scanzonata simpatia dei suoi personaggi.
Tutto ha inizio con un'impressionante pioggia di meteoriti che si abbatte su New York seminando il terrore per le strade e polverizzando interi grattacieli, ma è solo un piccolo assaggio: alcune meteoriti distruggono Parigi, altre raggiungono l'Estremo Oriente, e l'intero pianeta rischia di essere colpito da un corpo celeste grande quanto il Texas. Il tempo a disposizione è pochissimo, parliamo di giorni, alla NASA non sanno cosa fare, i consiglieri scientifici del Presidente si arrampicano sugli specchi. L'unica soluzione sembra essere quella di inviare una missione sull'asteroide e lì fare esplodere in profondità una testata nucleare e per fare questo non resta altro che affidarsi al migliore nel suo campo: Harry Stamper (Bruce Willis), esperto trapanatore di pozzi petroliferi. Ed ecco quindi Harry e la sua sgangherata squadra di trivellatori improvvisarsi astronauti per salvare l'umanità intera e trasformarsi in eroi. La storia di per sè è poca cosa, nè più nè meno banale, dicevamo, di quella narrata in Deep Impact, ed il merito di Michael Bay, già fortunato regista di Bad Boys e The Rock, è proprio quello di aver saputo mescolare tensione, sentimento, commozione ed ironia, il tutto in dosi se non perfette sicuramente soddisfacenti per un film dal ritmo serrato come questo. Certo, anche qui incombe l'immancabile trittico a stelle e strisce "Dio, patria e famiglia", anche qui non poteva mancare il solito presidente che, fra invocazioni varie, parla al mondo, all'umanità intera, con fare paternalistico, ma, ci ripetiamo, subentra qua e là una buona dose di ironia a riequilibrare dagli eccessi di enfasi, tanto da mostrarci questi eroici e strampalati astronauti, ubriaconi, attaccabrighe, giocatori d'azzardo e sempre a caccia di donne, non come il più fulgido esempio dell'indomito spirito americano, non mossi dall'amore per la patria, o meglio, forse anche da quello, si, ma prima di tutto da una promessa fondamentale: l'impegno del governo a non far pagare più le tasse a nessuno di loro. Ma nel passato di Michael Bay c'è anche la pubblicità ed Armageddon, purtroppo, soffre talvolta di una fastisdiosissima aria da spot fatta di sdolcinati siparietti dal sapore di Coca Cola, pochi per fortuna, ma del tutto superflui e tali da danneggiare e non poco l'intero film.
A risultare invece indovinatissima è la scelta dei protagonisti, da Bruce Willis, anche qui in uno di quei ruoli da duro dal cuore tenero che lo hanno reso famoso, a Ben Affleck, già protagonista di In Cerca Di Amy e fresco dell'Oscar vinto come co-sceneggiatore di Will Hunting: è giovane, è bello, è bravo e potrebbe rivelarsi come una delle grandi stelle della nuova Hollywood. Al loro fianco una parata di ottimi attori: Will Patton, un sempre più stralunato e spassoso Steve Buscemi, Billy Bob Thornton, William Fichtner, l'astronomo cieco di Contact, Peter Stormare, il silenzioso killer di Fargo. Chi non riesce a convincere è invece Liv Tyler (Io Ballo Da Sola, Empire Records), sempre più bella e dolce, ma apparentemente vuota, tanto da farci domandare se non sia stato papà Steve, autore con i suoi Aerosmith di gran parte delle canzoni che compongono la colonna sonora del film, a richiederla caldamente. © 1998 reVision, Carlo Cimmino |
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