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Arizona Dream

2h 20'



Congelato per sei anni dalla burocrazia della distribuzione, esce nelle sale il sogno americano di Kusturica. Nel lontano ’92, quando il film è apparso, il regista non era stato ancora consacrato dalla palma d’oro a Cannes per Underground, anche se Il Tempo Dei Gitani aveva già conquistato, nello stesso festival, il premio per la regia. Il suo cinema anarchico, costruito su una visionarietà pura, molto personale, è ben lontano dai canoni della produzione media hollywoodiana e ha sconcertato la Warner, che si è anche preoccupata di tagliarne una parte per il pubblico americano, di circa 20 primi, onde raggiungere i più confortevoli 119 minuti. Ma il film è poi scomparso, la sua uscita rimandata a data da destinarsi e dal ’92 ad oggi è stato visto solo in particolari occasioni quali festival o piccoli circuiti d’essai.
Arizona Dream (conosciuto in Italia anche come Il Valzer Del Pesce Freccia) è un’opera che si può amare o odiare, ma che difficilmente può lasciare indifferenti per la sua originalità. Johnny Depp è un talento straordinario, può permettersi di fare qualunque cosa sulla scena. Interpreta Axel un ragazzo di 23 anni che è già disilluso sulla vita, lavora con i pesci di cui ascolta i sogni perché essi sanno già tutto del mondo, dato che possono fare a meno dell’intelligenza. Suo zio Leo Sweeetie (Jerry Lewis) è il classico self-made-man, un venditore di cadillac, "ultimo dinosauro che odora di acqua di colonia scadente e crede nel sogno americano come un bambino di 10 anni". È pronto a sposare la giovane Millie (Paulina Porizkova), coetanea del nipote e vorrebbe che Axel venda auto come lui per il resto della vita. Elaine Stalker (Faye Dunaway) è una bellissima signora, la cui maturità non adombra il magnetico fascino. Vedova di un ricco proprietario di miniera, è ossessionata dal volo e cerca con ostinazione di ricostruire un velivolo per solcare i cieli della fattoria che ha ereditato. La sua figliastra, Grace (Lili Taylor), è invidiosa del sex appeal della matrigna, è innamorata a tratti della vita ("la vita è bellissima"), ma oscuramente affascinata dal suicidio (desidera reincarnarsi in una tartaruga). Entrambe conquisteranno il giovane Depp. Poi c’è un cugino un po’ suonato, Paul Leger (Vincent Gallo), che stravede per il cinema, sogna il mestiere d’attore, anzi già lo fa, recitando benissimo intere sequenze da Il Padrino, Toro Scatenato e Intrigo Internazionale.

L’atipicità dei personaggi si fonde con il ritmo irrazionale, con immagini surreali: il pesce "freccia" del titolo italiano che a più riprese svolazza da una parte all’altra; l’ambulanza che vola verso la luna; gli eschimesi (Axel e Leo) che si chiedono se è meglio avere gli occhi da un solo lato del corpo (no, è solo diverso); le tartarughe che invadono le pietanze disposte sul tavolo da pranzo; la banda musicale di mariachi che accompagna molte scene. Le peculiarità del cinema di Kusturica ci sono tutte: un senso particolare del ritmo musicale come la ripetizione ossessiva dello stesso brano (Besame Mucho); la fusione sensuale dei corpi in un erotismo gioioso e selvaggio, lontano dagli abituali cliscè; una evidente propensione all’ipertrofia scenica. Kusturica assembla decine e decine di elementi. Li fa ruotare, interagire. Nello stesso ambiente più azioni si svolgono contemporaneamente, i corpi animati e non si muovono, qualche volta levitano, in una confusione fantastica dall’impatto devastante, mentre i dialoghi girano a vuoto contro ogni logica narrativa. È questo il pregio-limite di Kusturica: comunicare a livello epidermico, sensoriale, pittorico con uno stile che può essere scambiato per superficialità e inconsistenza.

© 1998 reVision, Andrea Caramanna



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